Nelle ultime 24 ore in Siria gli aerei russi hanno attaccato postazioni terroristiche nelle province di Hama, Idlib, Latakia ed in quella Raqqa, con un totale di 64 sortite, 63 installazioni dello Stato islamico colpite, tra le quali 53 zone fortificate, 7 depositi, 4 campi di addestramento ed un posto di comando.
I raid aerei sono stati eseguiti da “Sukhoi” Su24M e Su-34 e da aerei assalto Su-25 ed Su-30: “Avere di fronte assegnazioni di combattimento già compiute, rende più facile a tutti gli aerei della task force che opera in Siria di compiere le loro missioni e rientrare con successo alla base aerea Khmeimim”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. Il che conferma un elemento di assoluta semplicità: essere alleati dell’esercito di Anwar al-Assad rende estremamente più semplice l’individuazione degli obiettivi.
Nelle vicinanze della città di Saraqib nel nord-ovest della Siria, una posizione di artiglieria nota per avere inflitto duri colpi alle vicine zone residenziali è stata del tutto eliminata. Se dunque da un punto di vista strettamente militare il successo della campagna aerea è indubitabile, adesso è proprio questo elemento a scuotere quelle stesse potenze occidentali che finora sono rimaste a guardare: l’Unione europea. Inoltre, dal quatier generale dell’esercito russo il tenente Igor Makushev eende noto che in seguito agli attacchi dell’aviazione sul centro di comando del gruppo terroristico “Liwa – Al Hak” sono stati uccisi due comandanti di terra dell’ISIS e circa 200 combattenti.
Di fronte a questi successi sul campo, la diplomazia si rende conto che è giunto il momento di riprendere le trattative: adesso Berlino e Madrid fanno appello alla Russia ed agli Stati Uniti per cooperare in Siria. I ministri degli esteri di Germania e Spagna , Frank-Walter Steinmeiere Jose Manuel Garcia-Margallo/, fanno appello alla cooperazione: “La priorità adesso è che Stati Uniti e Russia rendano più vicini i loro punti di vista, fino a quando le due potenze mondiali resteranno in conflitto non ci sarà nessun processo politico di pace in Siria”, ha detto Steinmeier durante una visita in Spagna.
Il ministro tedesco ha aggiunto che come base per i negoziati è necessario il rispetto dell’integrità territoriale della Siria, che dovrebbe diventare uno stato laico per rispettare tutte le minoranze religiose ed etniche, ed è essenziale anche la formazione del governo di transizione, “mentre in quel paese ci sono ancora istituzioni. Nonostante l’attuale intervento militare russo in Siria, mi sembra che gli Stati Uniti e la Russia abbiano anora interessi comuni, e dunue bisogna incoraggiare entrambi al dialogo e la cooperazione” .
Anche Garcia-Margallo ha insistito sulla “necessità di cooperazione” di tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria:
“E ‘necessario che tutti cooperino, l’Arabia Saudita e la Turchia, da un lato, l’Iran dall’altra parte, ma soprattutto Stati Uniti e Russia, al fine di una migliore lotta contro il nemico”, ha detto il ministro spagnolo.
Fonti: Agenzie
