“Non so chi è questo Abbate, questo infame pezzo di merda… finché mi accusano di omicidi… ma la droga no… come trovo il giornalista gli fratturo la faccia… tanto sarà scortato, così gli aumentano pure la scorta”. Queste le parole di Massimo Carminati che minaccia il gornalista Lirio Abbate, dopo un articolo da lui pubblicato su L’Espresso, il 7 dicembre 2012, intitolato “I quattro re di Roma”.
Vere e proprie parole di violenza e ritorsione quelle del boss della cupola romana: “Finché mi dicono che sono il re di Roma mi sta pure bene, come l’ imperatore Adriano… però sugli stupefacenti non transigo, lunedì voglio andare a parlare col procuratore capo e dirgli: se sono il capo degli stupefacenti a Roma mi devi arrestare immediatamente. – ha detto Carminati, che ha aggiunto – Chiaramente bisogna mettergli un freno perché tanto l’obiettivo alla fine non sono io, io lo so, insomma, è come avevano ragionato noi, capito? Sti cornuti, comunque, non ci frega un cazzo”.
Dulcis in fundo: circa un mese fa, l’auto sulla quale viaggiava il giornalista è stata speronata da un’altra macchina.
