“Uno: non è la pioggia su Milano che manda la città sott’acqua. Milano è il collettore dell’acqua che arriva da tutto il Nord. Seveso e Lambro scaricano le loro piene sulla città. Due: il problema delle esondazioni riguarda tutto il Nord e non solo. C’è stato un cambiamento radicale del clima che ha determinato una situazione critica in un territorio fortemente urbanizzato, dove si è costruito troppo”. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, lancia un’accusa a tutto il Nord d’Italia e al governo affermando che “paghiamo le conseguenze di anni di politiche ambientali dissennate e di un fenomeno meteorologico nuovo. Tanta acqua così, con i fiumi impazziti, da noi non si era mai vista”.
“Ora – ha aggiunto il primo cittadino – c’è un piano definito, il progetto Seveso, che costerà 100 milioni. Dopo decenni, siamo riusciti a mettere insieme Comune, Regione e Governo. La soluzione dei problemi idrogeologici spetta alla Regione, ma noi abbiamo stanziato 20 milioni per spingere anche gli altri a farlo sul serio. Siamo l’unico Comune in Italia a impegnarsi su emergenze che non sarebbero di nostra competenza”.
“La Regione – ha detto – ha messo 10 milioni; il Governo finora 50 e ho appena avuto conferma dal ministro del loro impegno. Rivendichiamo il merito di avere avuto un ruolo propulsore. Ai milanesi dico: questa volta ce la faremo”. “Il sindaco e gli assessori hanno passato giorno e notte a Palazzo Marino, nella sala operativa della protezione civile e sul territorio, e confesso che a vedere quello che stava accadendo mi veniva da piangere. Tutti hanno fatto il massimo”.
