Nozze gay, duello tra Marino e Alfano

Botta e risposta tra Pd e Ncd. Il primo cittadino di Roma: oggi è un giorno speciale. Il ministro dell'Interno: firma solo autrografi.

Nozze gay, duello tra Marino e Alfano
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18 Ottobre 2014 - 16.02


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Le larghe intese non sempre sono in sintonia. Ignazio Marino (Partito democratico) sulle nozze gay mantiene quanto promesso. Sedici coppie ottengono la trascrizione in Campidoglio. Il sindaco, su Twitter, scrive “oggi è un giorno speciale che spero diventi presto un giorno normale” e saluta i suoi ospiti citando “Se saprai starmi vicino” di Neruda.

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Angelino Alfano (Nuovo centrodestra) è ministro dell’Interno del Governo guidato da Matteo Renzi (Pd). Su quanto avvenuto stamani, commenta: “La firma di Marino non ha alcun valore giuridico, le trascrizioni non sono valide. In pratica il sindaco firma autografi. Per l’attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge e non ha dunque alcun valore giuridico. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie”.

Il primo cittadino, alla fine, snobba anche quanto annunciato dal prefetto Giuseppe Pecoraro (“i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono validi in Italia, gli atti dei Comuni sono privi di valore nonché illegittimi”). Il chirurgo genovese, insomma, pedala veloce. E guai a chi si fa davanti. Roberta Angelilli e Jessica De Napoli ne sanno qualcosa. La prima è coordinatrice regionale del Nuovo centrodestra, la seconda è consigliere Ncd del Municipio III. Stamani hanno ‘rischiato’ di finire sotto le due ruote della fascia tricolore

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“Mi aspetto delle scuse personali dal primo cittadino – spiega Angelilli – per il modo in cui sono stata trattata. Insieme al consigliere municipale Jessica De Napoli ho consegnato al sindaco Marino gentilmente un foglio recante l’articolo 29 della Costituzione, ma siamo state strattonate e spintonate dalla scorta personale del sindaco della polizia municipale e quel che è più grave è che il sindaco, rifiutando categoricamente il foglio, è salito sulla sua bicicletta e con tono vagamente intimidatorio si è rivolto a noi dicendo che se non ci spostavamo ci avrebbe investite con la sua bicicletta. Una velata minaccia tanto ridicola quanto del tutto inappropriata per una persona che rappresenta le Istituzioni. Entrambi gli episodi sono inaccettabili”.

“Di fronte ad un sindaco campione della illegalità noi giovani siamo stati gli unici ad essere stati maltrattati e a cui è stato negato qualsiasi diritto a manifestare e a esprimere la nostra legittima opinione” dichiarano i giovani del Nuovo Centrodestra Michelangelo Chinni e Jessica De Napoli. Cla. Bel.

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