Come arruolo il "jihaddista"

I paesi della ex Jugoslavia sono noti per l'esportazione di "jihadisti" e mercenari, una storia che parte dalla guerra di vent'anni fa in Bosnia ma adesso é cresciuta a dismisura

Come arruolo il "jihaddista"
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11 Settembre 2014 - 09.31


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Il “Pilgrim ICSR”, Centro Internazionale di monitoraggio sul radicalismo basato a Londra, stima che circa il 6 per cento degli estremisti stranieri che combattono e decapitano in Siria e in Iraq provenga dai Balcani/[b]. Il wahabismo si é certamente molto diffuso nella regione e in Europa, ed ispirandosi a questa visione radicale giovani estremisti hanno dato vita ad una nuova generazione di “jihadisti” nazionali.

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Ormai questi terroristi non vestono più abiti tradizionali, non ha dunque alcun senso guardarsi solo da personencon la barba e pantaloni a sbudffop, [b]questi nuovi guerriglieri dei Balcani possono mimetizzarsi fra i comuni cittadini europei ed ormai rappresentano una seria minaccia per il mondo. Nello studio UE denominato “Salafismo e wahabismo” gli esperti di sicurezza scrivono dicono che la Bosnia-Erzegovina ha portato i primi nuclei di jihadisti nella regione, e dai guerriglieri di ven’anni fa oggi noto nati i “Diavoli bianchi” , una formazione che dalla BiH si muove sui teatri di guerra in tutto il mondo, dall’Afghanistan attraverso la Turchia alla Cecenia ed alla Siria.

Tutto è iniziato 20 anni fa, quando infuriavano le guerre in Bosnia-Erzegovina e nel paese arrivarono volontariamente circa 3000 combattenti islamici stranieri, con una grande quantità di armi e denaro. Così il salafismo importato allora oggi si è espanso in tutta la regione e nello stesso tempo il movimento wahabita ha raccolto circa 5.000 dei 1,4 milioni di musulmani in Bosnia-Erzegovina, per lo più a Sarajevo.

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Secondo le stime, anche in Serbia si trova un migliaio di seguaci del wahabismo, mentre il numero si raddoppia nel territorio del Kosovo. Il Montenegro è relativamente piccolo, ma anch’esso potrebbe causare seri problemi: poiché il governo persiste nel voler aderire alla NATO.

Le stime dicono che dall’area della ex Jugoslavia 1200 wahabiti sono partiti per combattere in Siria e in Iraq, e hanno formato le loro brigate, concentrate in massima parte nella zona di Azaz, che si trova in Siria a ridosso del confine con la Turchia.

E’ proprio ad Azaz che si recano le nuove reclute provenienti da Serbia, Bosnia, Kosovo, Macedonia e Montenegro ed il cui trasferimento viene concordato attraverso i “social networks”, molti jihadisti non hanno alcuna esperienza di combattimento e devono ricevere un addestramentio, anche perchè una grande percentuale di loro non era neanche nata all’epoca in cui in Bosnia si é combattuto .

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In realtà, i futuri jihadisti provenienti da paesi dell’ex Iugoslavia vengono raccolti e reclutati da diversi portali islamici che si spacciano per centri culturali o che promuovono l’arte. Il modo in cui ci si avvicina al giovane islamico é sempre lo stesso ed é ormai collaudato, in genere inizia con la storia dell’Islam,sul fatto che è minacciato e su come si deve difendere.Quando qualcuno abbocca e sposa questa linea, comincia il lavaggio del cervello che penetra più in profondità nela storia dell’Islam e ssi chiude con una domand:a cosa si é disposti a fare per far vincere ila “jihad”? Dopo tutto questo, in genere in fututo guerrigliero parte e le stime indicano che il 70 per cento dei jihadisti diretti in Siria ha attraversato la Croazia.

Fonte: Vecer, Macedonia

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