Ho conosciuto Refrontolo anni addietro: un tranquillo centro del Trevigiano che ho attraversato per andare a trovare Tina Anselmi. Vi si è abbattuto un terribile nubifragio che in pochi secondi ha devastato una festa popolare, seminando morte e terrore. Questi improvvisi temporali molto forti colpiscono ormai spesso diverse zone dell’Italia. I metereologi ci aiutano a capire perché si producono, soltanto dopo però, confermando l’estrema precarietà delle previsioni. Questa mala estate ne è dolorosa conferma. Anche se nell’attenzione dei media prevalgono i dati sul calo delle presenze negli alberghi, la crescita del turismo in aereo verso lidi lontani, i rapporti statistici circa il numero di vacanzieri rispetto agli anni pre-crisi. Una litania un po’ insopportabile che nulla ci dice della crisi ne in che modo l’aumento dei pernottamenti negli hotel sarebbe un segnale sicuro del suo superamento.
Gioca anche su questo terreno il modo approssimativo di produrre informazione e di aiutare meglio le persone a rendersi conto di quanto accade. La stessa denominazione “ bomba d’acqua” rimanda immediatamente ad una terminologia militare che è indispensabile non solo per Gaza ma per le tante guerre in corso. Per gli estremisti di Hamas i morti sarebbero oltre mille e ottocento, mentre i caduti israeliani meno di settanta. Influiscono ovviamente i tantissimi civili morti a Gaza sotto le bombe di Israele, mentre l’esercito dello stato ebraico è dotato di ben più sofisticati armamenti e di una tecnologia che consente di bloccare buona parte dei razzi che vengono lanciati dai palestinesi. La gravità delle perdite di vite umane a Gaza rende difficile quasi del tutto nella “retorica” delle corrispondenze di guerra –vissute con tanto di giubotti anti proiettile e una tecnica comunicativa “ da calcio minuto per minuto”- ogni riferimento di contesto. Gli stessi numeri pur così drammatici, impediscono un serio raffronto con i morti in Siria, in Iraq e nella stessa Ucraina. Sono luoghi ormai simbolo della crisi e delle crisi che travagliano il mondo e che, ne Obama, ne l’ONU ne la mediazione del presidente egiziano riescono se non a risolvere, almeno ad avviare verso tregue umanitarie.
In questo reticolo di complicati problemi si è infilato anche il nostro presidente del consiglio, con una visita lampo al Cairo. Renzi aveva bisogno di mostrare la volontà di svolgere un ruolo sulla scena internazionale come Presidente di turno del semestre europeo, preoccupato anche del deteriorarsi grave della crisi libica che ci tocca così direttamente. Non c’è solo il problema del petrolio ma gli imbarchi giornalieri dei disperati del mare che raggiungano in condizioni spesso tragiche le nostre coste. Naturalmente Renzi ha anche approfittato dell’occasione per lanciare messaggi a destra e a manca. Prima di tutto a Berlusconi, riconosciuto ancora una volta come interlocutore principale per concordare possibili sviluppi rispetto al patto del Nazareno, come conseguenza delle aperture fatte dallo stesso Renzi sulla legge elettorale. I problemi più seri sono però quelli economici e sociali, rappresentati sia dall’uscita polemica del commissario Cottarelli che dallo stesso ministro Padoan. Renzi parla, come sempre con disinvoltura e sicurezza, di grande svolta e di interventi urgenti nelle grandi opere che dovrebbero immediatamente produrre migliaia e migliaia di posti di lavoro. Siamo in agosto, forse avremo anche un po’ di solleone e tutto è destinato ad essere rimandato a settembre. Renzi tuttavia, come ha detto non riposerà e continuerà ad agitarsi con i suoi annunci e mirabolanti proposte. Del resto la vicenda del Senato grazie al metodo del canguro e alla saggezza politica di alcuni oppositori, primo fra tutti il senatore Vannino Chiti, dovrebbe ormai andare in porto prima delle ferie. Sarà pure solo uno scalpo da mostrare con giubilo ad amici e avversari ma un punto comunque a favore del presidente del consiglio che però non tranquillizza e rasserena in alcun modo il paese. Il sondaggio organizzato in diretta da Sky per registrare se gli Italiani erano d’accordo con le promesse di Renzi dava questi risultati: contrari 71% favorevoli 29%.
