Il Papa: la Chiesa superi i limiti, sacramenti anche ai marziani

Dal Santo Padre ancora un'apertura a divorziati e alle coppie di fatto: chi siamo noi per chiudere le porte allo Spirito Santo?

Papa Francesco, foto di archivio
Papa Francesco, foto di archivio
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12 Maggio 2014 - 21.54


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“Se domani venisse una spedizione di marziani, per esempio, e alcuni di loro venissero da noi, ecco… marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini … E uno dicesse: ‘Ma, io voglio il Battesimo!’. Cosa accadrebbe?”. Se lo è chiesto il Papa, riflettendo sulla libertà dello Spirito Santo, che “soffia dove vuole”, e la tentazione dei credenti e della Chiesa di rinchiuderlo invece dentro limiti. Ma, come disse papa Giovanni, “proprio lo Spirito che aggiorna la Chiesa”, e come possono i fedeli, i preti, i vescovi, “porre impedimenti” allo Spirito? Si chiedano piuttosto tutti, suggerisce papa Francesco, “chi sono io per porre impedimenti?” Papa Bergoglio lo ha detto durante la messa a Santa Marta. Stralci dell’omelia sono pubblicati dalla Radiovaticana.

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La tentazione di imprigionare lo Spirito, ricorda papa Francesco, c’era già agli albori della Chiesa, come mostra il brano degli Atti degli apostoli letto oggi durante la messa: una comunità di pagani accoglie l’annuncio del Vangelo e Pietro è testimone oculare della discesa dello Spirito Santo su di loro, ma prima esita ad avere contatti con ciò che aveva sempre ritenuto “impuro” e poi subisce dure critiche dai cristiani di Gerusalemme, scandalizzati dal fatto che il loro capo avesse mangiato con dei “non circoncisi” e li avesse persino battezzati. Un momento di crisi interna, che Papa Francesco rievoca proponendo la domanda sui marziani che chiedono di essere battezzati”.

Pietro comprende l’errore quando una visione gli illumina una verità fondamentale: ciò che è stato purificato da Dio non può essere chiamato “profano” da nessuno. “Quando il Signore ci fa vedere la strada, – commenta il Pontefice – chi siamo noi per dire: ‘No Signore, non è prudente! No, facciamo così’… E Pietro in quella prima diocesi – la prima diocesi è stata Antiochia – prende questa decisione: ‘Chi sono io per porre impedimenti?’. Una bella parola per i vescovi, per i sacerdoti e anche per i cristiani. Ma chi siamo noi per chiudere porte? Nella Chiesa antica, persino oggi, c’è quel ministero dell’ostiario. E cosa faceva l’ostiario? Apriva la porta, riceveva la gente, la faceva passare. Ma mai è stato il ministero di quello che chiude la porta, mai!”.

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“Non si può – commenta il Papa – capire la Chiesa di Gesù senza questo Paraclito (lo Spirito, ndr), che il Signore ci invia per questo. E fa queste scelte impensabili, ma impensabili! Per usare una parola di San Giovanni XXIII: è proprio lo Spirito Santo che aggiorna la Chiesa: veramente, proprio la aggiorna e la fa andare avanti. E noi cristiani dobbiamo chiedere al Signore la grazia della docilità allo Spirito Santo. La docilità a questo Spirito, che ci parla nel cuore, ci parla nelle circostanze della vita, ci parla nella vita ecclesiale, nelle comunità cristiane, ci parla sempre”.

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