Operato il tifoso: rischia la paralisi

Ciro Esposito è stato operato e l'operazione secondo i medici è andata benissimo. L'annuncio dato dalla madre: il Sigmore ci ha messo la mano.

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4 Maggio 2014 - 10.18


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L’intervento a Ciro Esposito, il ragazzo ferito in modo grave da un colpo di pistola ieri, prima della finale di Coppa Italia a Roma, è concluso. «I medici ci hanno detto che è andato benissimo. Ovviamente Ciro torna in rianimazione». Ad annunciarlo è Antonella Leardi, la madre del tifoso napoletano, dal Policlinico Gemelli. Il proiettile ha lesionato la colonna vertebrale del 30enne, all’altezza della quinta vertebra. «Mio figlio è un ragazzo eccezionale, è stato vittima di un agguato. I medici hanno dato a Ciro poche speranze di recuperare la possibilità di muovere le gambe».

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15.35 “I soccorsi sono arrivati in ritardo”

E’ assurdo: con 5mila poliziotti non mettono un’ambulanza. Come funziona?”. Sono parole di Giovanni Esposito, il papà del tifoso gravemente ferito da un ultrà della Roma vicino allo stadio Olimpico. “L’hanno portato all’ospedale dopo un’ora e mezza senza dire niente a nessuno. Se non c’era mio nipote mio figlio moriva a terra. La legge dove sta?”. Per il nipote, l’ambulanza avrebbe impiegato un’ora ad arrivare sul posto e mezz’ora a raggiungere l’ospedale.

13.58 Testimone napoletano: “E’ stato un agguato ultrà Roma”

“E’ stato un agguato degli ultrà della Roma, ci hanno aspettato, avevano bombe carta e hanno sparato diversi colpi di pistola”. E’ la testimonianza di Gennaro Foria, napoletano 50 anni, parrucchiere, che si trovava – racconta – a circa 300 metri dal luogo nel quale è rimasto ferito Ciro Esposito. “Ero con un gruppo di amici, in tutto 8 persone. Eravamo appena scesi dalle auto. Abbiamo sentito i colpi di pistola e le bombe carta che esplodevano. I romanisti erano parecchie decine”.

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E’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio Daniele De Santis, l’ultrà della Roma ritenuto responsabile del ferimento di tre tifosi del Napoli ieri prima della finale di Coppa Italia, nella Capitale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe provocato i tifosi napoletani lanciando fumogeni contro di loro. Alla loro violenta reazione l’uomo avrebbe risposto esplodendo colpi di pistola. De Santis, 48 anni, ha precedenti di polizia ed è titolare di un chiosco nei pressi del luogo dell’ aggressione.

Gravissime le condizioni della vittima

Nel frattempo, restano gravissime le condizioni del tifoso trentenne napoletano, Ciro Esposito, ferito ieri da un colpo di pistola esploso da un ultrà della Roma prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, nella Capitale. Il giovane è ricoverato in sala rianimazione al Policlinico Gemelli di Roma. Il proiettile, che era poi stato estratto ieri all’ospedale Villa San Pietro, aveva trapassato il polmone e si era fermato alla colonna vertebrale. Fonti mediche definiscono la situazione «disperata. Saranno determinanti le prossime 24 ore».

Sette feriti tra poliziotti e steward

Sono cinque gli agenti delle forze dell’ordine e due gli steward rimasti lievemente feriti ieri durante l’afflusso di tifosi allo stadio Olimpico per la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, nel tentativo di impedire che le opposte tifoserie venissero a contatto.

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Questura: il ritardo della partita per informare i tifosi

«La partita, che si è svolta regolarmente, è iniziata con ritardo in quanto ai supporter napoletani sono state fornite notizie circa lo stato di salute dei feriti». Lo ha comunicato la Questura di Roma in merito alla finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, che si è svolta ieri allo stadio Olimpico di Roma e poco prima della quale tre tifosi partenopei sono rimasti feriti – uno gravemente – da colpi di pistola.

Il racconto dello zio della vittima

Secondo quanto riferito dalla zio, il nipote, raggiunto da un colpo di pistola al petto, aveva parcheggiato la propria auto a Tor di Quinto in una zona dove non c’era polizia insieme ad altri supporters partenopei, quando all’improvviso, sono spuntati alcuni tifosi della Roma, che gli hanno lanciato contro una bomba carta imbottita di chiodi. Immediatamente dopo in aiuto dei romanisti sono intervenuti altre persone che hanno inziato a sparare in aria. Tutti eccetto uno che avrebbe mirato ad altezza d’uomo, centrando il giovane napoletano. Il responsabile, è stato identificato, grazie ad un tatuaggio sul braccio recante la scritta “Spqr”.

Parla il padre della vittima

«È un ragazzo perbene che lavora dalla mattina alla sera in un autolavaggio a Scampia. Non è un ultrà. Vive con me, mia moglie e due fratelli». A parlare, in una intervista a ‘Repubblica.it’ è Giovanni Esposito, padre di Ciro, il tifoso 30nne ferito gravemente ieri pomeriggio a Roma prime della finale di Coppia Italia Napoli-Fiorentina. L’uomo, 52 anni, aiuto infermiere, intervistato all’esterno del pronto soccorso del Policlinico Gemelli di Roma, ha spiegato come ha saputo del ferimento: «Mi ha telefonato un cugino» e ha poi concluso: «È uno schifo».

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