È la fotografia di un Paese intero. Giovani, cittadini, artisti, associazioni hanno marciato ieri per riaccendere i riflettori di un Paese e di una classe politica che troppo spesso dimentica chi rimane vittima del maltempo e dell’incuria del territorio, questa volta in Calabria. Ecco allora che insorge la società civile, a cominciare dai giovani dell’associazione culturale F.Vuodo “Radicazioni”, il Festival della musica popolare divenuto ormai un evento molto noto, non solo in Calabria ma anche nel resto del Paese e all’estero che, per portare all’attenzione l’isolamento geografico in cui è stato ridotta Alessandria del Carretto (in provincia di Cosenza), hanno lanciato un chiaro segnale ai politici, una sfida che allo stesso tempo è un grido di disperazione di un intero territorio, quello dell’Alto Jonio, ormai nel pieno degrado idrogeologico. La marcia solidale è partita proprio dalla frana di “Piano Senise” (Albidona) ed arriverà ad Alessandria del Carretto.
C’è un’intera comunità che da giorni è isolata a causa della frana del 2 febbraio scorso, passata inosservata sui media nazionali, ma che ha causato gravi disagi ai cittadini, poco più di 500 anime isolate, è il caso di dirlo, dal resto del mondo. La provinciale 153 Trebisacce – Albidona – Alessandria del Carretto, per effetto delle piogge torrenziali dei giorni scorsi, si è letteralmente sgretolata e l’unico percorso alternativo per raggiungere questo comune è costituito da una strada rurale, dissestata, per nulla sicura e che solo dopo molti chilometri si collega nuovamente all’arteria principale. “I disagi sono per tutti. I ragazzi che devono andare a scuola – denuncia a Globalist Paolo Napoli dell’associazione “Radicazioni” – sono costretti ad affittarsi case in altri paesi o a percorrere oltre venti chilometri in più ogni giorno”.
I cittadini lamentano: “All’annuncio della manifestazione, il comune ha pensato di risolvere gettando un po’ di bitume sulla strada senza, però, risolvere nulla”. L’urgenza è reale. Si parla di una strada, la provinciale 153, che, a detta degli esperti, necessitava di una riqualificazione già dall’inverno del 2012, dopo che abbondanti nevicate avevano compromesso seriamente il manto stradale. Allora perché il comune, la provincia e la regione non sono mai intervenuti?
Da un mese il paese è isolato, è stato sospeso il servizio autolinee e tutto è bloccato. Dopo la marcia, i manifestanti hanno avuto un incontro in comune anche con rappresentanti della provincia e della regione. Paolo Napoli manda un messaggio chiaro al consigliere di maggioranza della provincia di Cosenza Mario Melfi: “Ha rilasciato delle dichiarazioni assurde. Ha detto che la rpovincia non ha soldi, cosa che non è assolutamente vera e che i tempi saranno lunghi per il ripristino e la messa in sicurezza della strada. In settimana forse si pensa di rimuovere il cumolo di terra che blocca la provinciale e che ci sarà un passaggio in terra battuta, senza la messa in sicurezza”.
“Alessandria – dice sempre Paolo – sta vivendo un serio disagio non solo ambientale, ma soprattutto sociale. In questo paese ormai si lotta per la sopravvivenza perché l’emergenza è anche quella sanitaria”. Manca un presidio sanitario fisso in paese, “la farmacia è sprovvista anche dei farmaci di prima necessità. Il paese è pieno di anziani che in qualunque momento potrebbero avere bisogno di raggiungere l’ospedale più vicino è a due ore e un quarto, se tutto va bene. La copertura sanitaria non è garantita 24 ore su 24, per questo abbiamo chiesto un’ambulanza medicalizzata fissa in paese, che non è ancora arrivata”.
Alla manifestazione è accorso anche un consigliere di minoranza della Regione Calabria Mimmo Talarico, che qualche giorno fa aveva detto: “Alessandria del Carretto è la metafora di una Calabria interna ormai abbandonata a se stessa tagliata fuori dalle direttrici dello sviluppo, soggetta da anni a spopolamento. In questo quadro, comunque, l’evento calamitoso costituisce l’occasione per richiamare l’attenzione della politica e delle istituzioni su questo problema che coinvolge decine e decine di borghi in tutta la Calabria”.
I lavori di ripristino della viabilità sembrano lunghi e la protesta degli abitanti rischia di infiammarsi, perché le istituzioni non sembrano voler intervenire, almeno nel breve periodo. Sulla strada provinciale i geologi hanno riscontrato una serie di avvallamenti che preannunciano nuove frane e il pericolo per i residenti del luogo è sempre più alto.
I ragazzi delle associazioni stanno preparando un documento da presentare alle istituzione, a cui allegheranno anche una dettalgiata relazione di geologi e tecnici: “Melfi non ci ha dato alcuna risposta, la provincia non farà nulla ma noi non rinucniamo alla battaglia”.
