Il caso Stamina «è la porzione italiana di questa battaglia globale, che origina oltreoceano e persegue, in modo organizzato, l’obiettivo di modificare o cancellare regole che tutelano i malati per sostituirle con specifici interessi personali, commerciali, pseudoscientifici». Queste le parole del direttore dell’Aifa, Luca Pani, in audizione in commissione Sanità al Senato.
Il caso mediatico «è creato ad hoc per coprire e camuffare una serie impressionante di gravissime violazioni delle norme nazionali ed europee. Quando ci si trova in casi del genere, gli esperti di comunicazione suggeriscono di utilizzare il cosiddetto marketing diretto, che impiega i media classici e web per paragonare opinionisti tuttologi al parere di medici veri», ha sottolineato.
Rispondendo alle domande dei senatori nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul caso Stamina, ha poi detto che ciò che sta accadendo «è uno degli aspetti della strategia anti-regolatoria promossa da circuiti commerciali internazionali con il solo scopo di allentare il controllo sulle terapie che raggiungono il mercato».
Pani ha quindi definito «quanto mai opportuno» che l’indagine conoscitiva si svolga nella commissione del Senato perchè, ha rilevato, «abbiamo osservato quanto le pressioni, non solo mediatiche, siano giunte ai livelli della più alta politica nel tentativo di fare in Italia ciò che era stato fatto prima in Messico, Tailandia, Uganda e forse Capo Verde, cioè di derubricare le terapie cellulari avanzate a ‘trapiantì per facilitarne il commercio sottraendolo alla vigilanza dell’Agenzia italiana del farmaco che ha invece difeso i bastioni istituzionali insieme ai Nas per quasi due anni, nel tentativo – ha concluso – di cercare di impedire che l’Italia venisse ridotta all’ennesima piattaforma offshore del mercato delle terapie poco innovative e molto immaginative, assolutamente proibite in Paesi come Usa, Germania, Inghilterra e Francia».
Le meschimali non generano neuroni – Il direttore dell’Agenzia del Farmaco ha poi spiegato che «le cellule mesenchimali infuse tramite il metodo Stamina «non generano neuroni». Viene quindi confermato quanto era già emerso in precedenza. «Non c’è possibilità che le cellule mesenchimali prelevate, coltivate in vitro» e «estensivamente manipolate» e quindi infuse nei pazienti, «possano trasformarsi in neuroni» perchè non ne hanno la capacità biologica, ha detto Pani. «Se uno scienziato sostiene di aver trovato il modo di trasformarle, in due giorni, grazie a alcol e acido retinoico, deve dimostrarlo scientificamente e il tema non può essere oggetto di dibattito parlamentare. Ma nessuno scienziato ha mai dimostrato questo».
Il Parlamento prende le distanze dalle pseudo terapie – «Il Parlamento sovrano dovrebbe prendere le distanze dal business delle pseudo terapie, non solo mettendo la parola fine al caso Stamina, ma evitando altri scenari simili che non sono degni del Paese», ha poi detto Pani in commissione Sanità. Stamina, ha spiegato, «dichiara di essere un movimento politico anti-regolatorio che si prefigge di ‘ridimensionare i poterì dell’agenzia che dirigo, per fare in modo che entrino sul mercato farmaci inefficaci e dannosi». Ma qui, ha avvertito Pani, «non si tratta di una guerra di poteri, tutt’altro. Davanti a noi – ha detto – c’è la prospettiva che tutti i farmaci che non raggiungono il mercato perchè inutili o dannosi siano invece liberamente venduti a malati fatti vittima di speculazione commerciale. Questo metterà fine alla medicina come l’abbiamo conosciuta e al Ssn che permette agli italiani di curarsi, per permettere a un piccolo gruppo di sciacalli di arricchirsi sulla pelle dei cittadini».
Da un punto di vista «medico-scientifico e regolatorio il caso Stamina – ha concluso Pani – è chiuso dal maggio 2012, da quella ordinanza dell’Aifa che nessuno Tar ha mai giudicato illegittima».
