Sempre più spesso quando un boss mafioso finisce in carcere è la donna di casa a prenderne il posto e a tessere le fila degli affari lasciati in asso dal capomafia. Così anche nel caso di lunghe e difficili latitanze. A volte è la moglie, a volte la sorella.
È accaduto con Matteo Messina Denaro e col recente arresto di Patrizia, sorella del super latitante che si era messa a capo della famiglia e della cosca, così è accaduto ora, ad Agrigento, con Anna Messina, sorella di Gerlandino Messina, capomafia di Porto Empedocle, in carcere per scontare poco meno di dieci anni di carcere. Anna è finita agli arresti domiciliari perché accusata da decine di”pizzini” che hanno suggerito senza alcun margine di errore il ruolo assunto dalla donna all’interno di Cosa Nostra.
“Pizzini” espliciti sul ruolo svolto da Anna Messina, soprattutto nella riscossione del”pizzo” e nella infiltrazione degli appalti pubblici, anche di rilievo, come nel caso del rigassificatore. I foglietti – sui quali indagano esperti di grafologia e dattilografia – sono stati trovati in un covo di Favara, alle porte di Agrigento.
