Roma: Marino apre ai gay e il Vicariato insorge

Diversi i commenti della Chiesa alle dichiarazioni di ieri del sindaco capitolino. Uno tra tutti: il registro delle unioni civili è un deragliamento dalla Costituzione.

Roma: Marino apre ai gay e il Vicariato insorge
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15 Novembre 2013 - 11.26


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“L’iter della proposta per [url”un registro delle unioni civili in Campidoglio”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=51290&typeb=0&Roma-Marino-dice-si-a-matrimoni-e-adozioni-gay[/url] è la cronaca di uno sbandamento annunciato. Un deragliamento dai principi costituzionali e dalle normative nazionali preparato con cura, nella piena consapevolezza dell’inutilità di un eventuale varo del registro e della sua irrilevanza giuridica”. È quanto si legge sul settimanale della diocesi di Roma [url”romasette.it”]http://www.romasette.it/modules/news/[/url], nell’editoriale pubblicato oggi sul sito d’informazione del Vicariato a seguito delle dichiarazioni del sindaco Ignazio Marino sull’iniziativa in cantiere in Campidoglio su matrimoni e adozioni da parte di coppie omosessuali.

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“All’inizio la presentazione di proposte distinte, poi l’idea di una delibera unica per dare più forza al provvedimento, quindi il passaggio agli uffici tecnici, infine l’annuncio mediatico prima dell’ultimo atto che verrà, l’approdo nell’assemblea capitolina”, ricostruisce l’articolo che contesta in particolare “le dichiarazioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, in cui indica il registro delle unioni civili come una realta’ ormai prossima, precisando che “il problema va risolto con una norma nazionale”.

Per il Vicariato si tratta di “una provocazione verso lo Stato. Tanto più che il problema, come lo definisce lui, cioè la regolamentazione dei vari aspetti della convivenza nelle famiglie di fatto, potrebbe essere risolto con le norme gia’ vigenti nel Codice civile”.

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“Il registro delle unioni civili – si legge in una nota – sarebbe solo una bandierina da collocare sulla sommità del burrone – per il futuro della famiglia, luogo primario della trasmissione dei valori della convivenza civile (che appartengono a tutti) – verso cui conducono scelte simili. Una finta priorità della politica cittadina da concedere come tributo elettorale, da anteporre a quelle reali”.

L’articolo sottolinea “una coincidenza amara: le esternazioni del sindaco sono arrivate poche ore dopo l’appello rivolto dal Papa a tutti, singoli e istituzioni, davanti alla massima autorità dello Stato, per un sostegno alla famiglia, che “chiede di essere apprezzata, valorizzata e tutelata”. Parole calpestate in pochi attimi per pura propaganda. Eppure, incontrando nel luglio scorso Francesco, Marino aveva assicurato l’intenzione di lavorare alla realizzazione di un vero senso della comunità”.

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