Lampedusa: il medico-eroe di Lampedusa racconta il dramma

Molte le tragiche storie dell'ultimo naufragio, accaduto, ieri, a 60 miglia dalle coste siciliane. Pietro Bartolo è il responsabile del Poliambulatorio, ormai stremato.

Lampedusa: il medico-eroe di Lampedusa racconta il dramma
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12 Ottobre 2013 - 16.37


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Una coppia di siriani che ha perso il bimbo di tre anni, un giovane rimasto solo e che ha lasciato nel mare di Sicilia la moglie, due bambini, due fratelli, la madre e gli zii, una giovane che ha partorito sul barcone ed è morta, poi, col suo bambino: sono alcune delle tragiche storie dell’ultimo naufragio, accaduto, ieri, a 60 miglia da Lampedusa.

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I superstiti sono stati 206, i morti 34: 21, tra i quali sette bambini, sono stati portati a Lampedusa. A prestare le prime cure ai disperati del mare è stato, ancora una volta, Pietro Bartolo, il responsabile del Poliambulatorio. Stremato, dopo sette notti insonni, racconta lo strazio dei corpi dei bambini, portati stanotte dalle motovedette.

“I superstiti hanno raccontato di essere partiti dalla Libia l’altro ieri, di essere naufragati e di essere rimasti in acqua per almeno tre ore”, ha detto. Ad assistere Bartolo una equipe di medici: tre anestesisti, un cardiologo e due medici del pronto soccorso.

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“L’emergenza – ha aggiunto – in questo momento sembra passata: nel poliambulatorio restano tre persone in osservazione, ma le loro condizioni non destano preoccupazione”.

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