Grazia Migliosini è stata la prima a soccorrere i naufraghi della tragedia di Lampedusa. La Guardia costiera ha recuperato 94 cadaveri, compreso quello di una donna incinta e di due bambini, un maschio e una femmina. Altri cadaveri sono stati avvistati in mare. Le persone tratte in salvo sono 151.
“Eravamo in una battuta notturna di pesca con degli amici alla Tabaccara (Cala Tabaccara ndr). Eravamo in sette. Ci siamo svegliati alle 6 di mattina per andare a pescare. Abbiamo sentito delle grida che venivano da lontano quindi, non rendendoci conto di cosa potesse essere, siamo stati un po’ più attenti e abbiamo sentito che erano urla di persone”, ha raccontato commossa.
“Abbiamo preso la barca, siamo usciti e abbiamo visto un’isola piena di gente a mare che chiedeva aiuto e quindi ci siamo subito dati una mano per l’altra, a tirare cime, corde, tutto quello che avevamo. Ne abbiamo potuti recuperare 47 di cui alcuni abbastanza gravi. Però loro insistevano sul fatto che c’erano dei bambini. Purtroppo i bambini sono morti tutti e non abbiamo potuto fare niente”.
La gente dell’Isola come ha reagito?“I lampedusani hanno risposto tutti bene. C’erano i pescherecci. Tra di noi c’è stata grande solidarietà. Poi abbiamo chiamato i soccorsi. Che sono arrivati. Avevamo già le barche piene. Non potevamo prenderne altri per paura di affondare anche noi. C’erano siriani, tunisini. Erano un gruppo di 500 persone. Loro dicevano che c’erano tra i 15 e i 17 bambini, ma non ne abbiamo visti. Avevamo capito che erano già tutti morti perché erano in acqua almeno dalle due di notte”.
Le condizioni del mare?“Il mare era olio…”
E il fuoco?“Io credo che loro volessero attirare l’attenzione e che poi la cosa gli si sia rivolta contro e la barca è affondata. Però erano vicinissimi”. “Sono cose che viviamo da tanto tempo. Noi siamo qui. Lavoriamo qui. Viviamo con loro. Lottiamo anche per loro. Vorremmo avere più attenzione. Nessuno ascolta. Dovrebbero intervenire la Commissione europea, il Governo. È una storia che deve finire”.
