È stato arrestato poco fa dai Carabinieri l’uomo ricercato per aver strangolato la fidanzata a Villacidro. Giuseppe Pintus aveva telefonato al 112 dicendo di aver fatto una follia e di volersi ammazzare: si temeva, quindi, per la sua sorte. Il corpo della ragazza, Marta Deligia, titolare di una tabaccheria a Villacidro (Medio Campidano), era già stato trovato nell’auto di Pintus.
Il 36enne è stato arrestato in aperta campagna, in località Corte Margiani, a 3 chilometri da Villacidro, poco lontano dalla sua auto dove, qualche ora prima, era stata trovata cadavere la fidanzata: secondo i carabinieri l’avrebbe strangolata. Le ricerche sono state effettuate con l’ausilio di un elicottero.
Si è intanto appreso che i due – lei aveva 26 anni – si erano lasciati 3-4 mesi fa ma Pintus continuava a tormentare la giovane donna tanto da costringerla a sporgere diverse denunce in caserma. Da settimane la perseguitava con continue telefonate e richieste d’incontro.
La ragazza stamane si era allontanta con l’ex fidanzato, rimasto disoccupato dopo un periodo di lavoro in una ditta di materiali edili. Non è ancora chiaro se la donna l’abbia seguito volontariamente, se sia stata costretta o, addirittura, se sia stata caricata in macchina già morta o incosciente.
La giovane aveva aperto regolarmente la sua tabaccheria, ma poi era sparita lasciandola incustodita: elemento che non fa escludere l’ipotesi di un’aggressione subita nell’esercizio commerciale, dove potrebbe essere avvenuto il delitto. Alla prima telefonata ai carabinieri, è seguita una seconda. Pintus ha chiamato la sorella per dirle che “non voleva fare trent’anni di galera”, dichiarazione che ha reso sempre più fondata l’eventualità dell’omicidio.
Giuseppe Pintus è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Il pm di turno, Danilo Tronci della procura di Cagliari, lo sta interrogando per ricostruire le ultime ore di vita della ragazza.
Folla inferocita: “l’omicida datelo a noi” – Decine di persone si sono radunate davanti alla caserma dei carabinieri di Villacidro inveendo contro Pintus. “Bastardo, assassino”, urla la folla inferocita, soprattutto giovani probabilmente amici della vittima e frequentatori del bar in paese dove la giovane lavorava. Tra le invettive gridate dalla gente, anche incitazioni al linciaggio dell’omicida: “Datelo a noi, ci pensiamo noi a fare giustizia”.
