“Vi chiedo di accompagnarmi spiritualmente con la preghiera nel mio primo Viaggio Apostolico che compirò a partire da domani”. Con queste parole Papa Francesco si è congedato oggi dalla folla di piazza San Pietro, al termine dell’Angelus.
“Come sapete – ha detto il Pontefice agli oltre 50 mila fedeli presenti – mi recherò a Rio de Janeiro in Brasile, in occasione della 28esima Giornata Mondiale della Gioventu’. Ci saranno tanti giovani laggiù e penso che questa si potrà chiamare la Settimana della Gioventù”.
Durante la sua preghiera ha detto: “L’ascolto della parola del Signore, la contemplazione, e il servizio concreto al prossimo non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, sono due aspetti entrambi essenziali per la nostra vita cristiana”. Per il Pontefice, infatti, preghiera e azione sociale “sono aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia”. “Cari fratelli e sorelle, anche nella nostra vita cristiana – ha chiesto – preghiera e azione siano sempre profondamente unite”.
Secondo Francesco, “una preghiera che non porta all’azione concreta verso il fratello povero, malato, bisognoso di aiuto, in difficoltà, e’ una preghiera sterile e incompleta”. “Ma – ha ammonito il nuovo Pontefice – allo stesso modo, quando nel servizio ecclesiale si è attenti solo al fare, si dà più peso alle cose, alle funzioni, alle strutture, e ci si dimentica della centralità di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire se stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso”.
Il Papa ha ricordato l’episodio evangelico del dialogo di Gesù con le due sorelle Maria, che lo ascoltava rapita, e Marta che si dava da fare per preparare il pranzo e, ha ricordato, “riceve il rimprovero, anche se fatto con dolcezza, di Gesù? Perché ha ritenuto essenziale solo quello che stava facendo, era cioé troppo assorbita e preoccupata dalle cose da fare”.
“In un cristiano – ha spiegato Francesco – le opere di servizio e di carita’ non sono mai staccate dalla fonte principale di ogni nostra azione: l’ascolto della Parola del Signore, lo stare, come Maria, ai piedi di Gesu’, nell’atteggiamento del discepolo”.
“San Benedetto – ha poi concluso – riassumeva lo stile di vita che indicava ai suoi monaci in due parole: ora et labor“, prega e opera. È dalla contemplazione, da un forte rapporto di amicizia con il Signore che nasce in noi la capacità di vivere e di portare l’amore di Dio, la sua misericordia, la sua tenerezza verso gli altri”.
