Duecentomila firme per fermare gli F35

Solo 36 ore e il Senato voterà sull'acquisto dei 90 cacciabombardieri: 13 miliardi di euro che potrebbero essere spesi per altre urgenze. Firma la petizione.

Duecentomila firme per fermare gli F35
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8 Luglio 2013 - 16.25


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Una petizione per fermare l’acquisto dei 90 cacciabombardieri F35 che ha già raggiunto le 148 mila firme, ma ne servono 200mila per portare una proposta al Senato. Un grido di aiuto che arriva dal basso per far uscire il nostro Paese dalla crisi e per non destinare 13 miliardi di euro a spese militari ora inutili per l’Italia, quando servirebbero più posti di lavoro.

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“Tra 36 ore giorni – si legge nella petizione di Avaaz.org – il Parlamento rischia di dare il via libera a un enorme spreco di denaro pubblico: 13 miliardi di euro per dei caccia F35 americani che non ci servono a niente. Ma se agiamo ora possiamo fermare in tempo questi folli giochi di guerra!”.

Il contatore continua a salire ma non è ancora abbastanza. I promotori affermano: “È assurdo! Con 13 miliardi di euro, potremmo creare posti di lavoro per 150.000 giovani disoccupati! E questi aerei F35 hanno così tanti problemi che moltissimi altri paesi stanno annullando la decisione di comprarli. M5s, Sel e molti parlamentari del Pd vogliono fermare l’accordo, e con abbastanza pressione sui leader giusti possiamo fare in modo che la maggioranza dei parlamentari voti per fermare questa spesa assurda”.

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Il voto finale del Senato è tra 36 ore. I promotori chiedono un contributo per portare la petizione al Senato tramite parlamentari e politici chiave come Epifani e Renzi.

Il testo della petizione

“A Renzi, Epifani e a tutti i parlamentari italiani:
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In quanto cittadini italiani vi chiediamo di fermare subito l’acquisto dei caccia F-35. Questa enorme spesa è inaccettabile considerate le risorse necessarie ad affrontare la crisi sociale e di occupazione del nostro paese. Questi aerei hanno inoltre problemi tali da aver spinto paesi come Canada, Danimarca e Turchia a riconsiderare i riespettivi acquisti. Vi chiediamo di fare lo stesso e di usare quel denaro per contribuire a far uscire l’Italia dalla crisi”.

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