I killer della porta accanto, ecco la mafia nel Lazio

Le mafie assediano il litorale del Lazio, anche grazie al silenzio di molti. La dichiarazione del presidente dell’Associazione I Cittadini contro le mafie.

I killer della porta accanto, ecco la mafia nel Lazio
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7 Luglio 2013 - 18.56


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di Giuliano Girlando

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In una nota stampa il presidente dell’Associazione Nazionale I Cittadini contro le mafie e la corruzione, Antonio Turri, dichiara: “Il 23 agosto del 2012, sull’affollato lungomare di Terracina, undici proiettili uccisero Gaetano Marino 48 anni, boss della camorra napoletana e capo clan nel rione di Scampia.
Un delitto di mafia che seguiva l’ esecuzione, avvenuta il 26 luglio, sempre dello scorso anno, sul litorale di Nettuno, in una piazza centrale e sempre in pieno giorno, di Modestino Pellino, esponente di spicco del clan Moccia, massacrato con cinque colpi di pistola. Pochi mesi prima, il 23 novembre del 2011 a Ostia, venivano assassinati in un agguato, a colpi d’ arma da fuoco , in un agguato in stile mafioso, Giovanni Galleoni di 40 anni e il 51enne e Franco Antonini, entrambi pregiudicati. I due avevano un passato criminale legato, alla banda della Magliana. All’epoca di questi ultimi fatti di sangue il presidente della Anm di Roma e Lazio, Marco Mancinetti, ebbe a dichiarare: “Il livello di infiltrazione della criminalità organizzata nel territorio del Lazio è diventato imponente e anche accertato processualmente. L’organico della Direzione distrettuale antimafia di Roma e Lazio è attualmente composto da 10 magistrati.Da anni denunciamo affermò Mancinetti il principale problema della giustizia è rappresentato dall’assoluta carenza di mezzi e risorse che coinvolge, oramai, anche le forze dell’ordine”.

“Siamo consapevoli e denunciamo da anni come associazione I Cittadini contro le mafie e la corruzione – prosegue Turri – che Magistratura e Forze di polizia, sono in forte deficit di organico e di mezzi e si trovano a lavorare in contesti dove l’omertà e la paura sono in continuo consolidamento e dove c’è da parte di settori della politica e delle istituzioni la tendenza a sottovalutare e diminuire la portata di quanto sta avvenendo. Siamo – prosegue Turri – innanzi ad una crescita esponenziale dei livelli di capacità delle mafie tradizionali o d’ importazione di contaminare la delinquenza locale e di associarsi alle criminalità straniere. Settori come quello del traffico e dello spaccio delle sostanze stupefacenti, della prostituzione e della tratta, del gioco d’azzardo, del traffico di armi, si sommano alla capacità di reinvestimenti in attività formalmente lecite, come quella nei settori del commercio, del turismo e dell’edilizia. I locali pubblici dati alle fiamme, in questi ultimi 24 mesi – prosegue Turri – sono decine , da San Felice Circeo a Ostia e i sindaci delle città interessate dovrebbero sollecitare gli organi di Governo centrale ad un maggior impegno”.

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“Quegli assassini – prosegue Turri – come nel caso di Terracina, di Nettuno e di Roma, sono liberi, armati ed impuniti. Sono tra noi… sono i killer della porta accanto. Chi organizza i traffici di droga sul litorale laziale, da Minturno a Formia, a Terracina, a Sabaudia, a Nettuno a Pomezia o a Ostia e Civitavecchia è tra di noi… cosi come chi organizza la prostituzione alla luce del sole sulla tratta Roma –Circeo. Sono tra noi troppi mafiosi che reinvestono e riciclano capitali sporchi. E’ finito il tempo della costituzione delle inutili consulte politiche sulle mafie e delle inutili passeggiate della legalità. Il tempo delle distrazioni e finito. I Cittadini chiedono e pretendono che gli assassini ed i mafiosi siano individuati, processati e condannati. Non è possibile pensare che si possa uccidere con 11 colpi di pistola un uomo in piena estate sul lungomare di Terracina e far finta che nulla sia accaduto o che quei Killer stiano a prendere, tranquillamente, ad un anno di distanza dal delitto, il sole su quelle spiagge”.

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