Un rapinatore ha sparato in testa ad un bambino boliviano di cinque anni uccidendolo, durante un assalto in un appartamento di San Paolo del Brasile.
L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno e commozione in tutto il Paese, dove ormai la criminalità è fuori controllo. Il malvivente ha sparato a bruciapelo al bambino, Bryan Yanarico Captcha, perché non smetteva di piangere.
La madre ha raccontato che il bambino pregava di non essere ucciso: «Mio figlio stava piangendo e diceva “non mi uccida, non volgio morire”, ma i criminali insistevano a minacciarlo dicendo che lo avrebbero ammazzato».
Secondo la polizia sei banditi sono entrati nell’abitazione. I boliviani hanno consegnato tutto i loro risparmi, circa duemila euro, ma uno dei banditi ha minacciato di decapitare il bambino che, terrorizzato, non smetteva di piangere. I genitori hanno cercato invano di convincere i malviventi che nella casa non ci fosse più nulla da portare via, ma poco prima di allontanarsi uno dei ladri ha avvicinato la pistola alla testa di Brian e ha sparato.
Il bambino è stato portato al Pronto Soccorso, ma è giunto morto.
Secondo la polizia, i banditi hanno fatto irruzione nella casa degli immigrati boliviani nel quartiere periferico di San Matheus, nella zona orientale della metropoli paulista. Oltre alla violenza dei banditi il loro nervosismo è stato accresciuto dalla famiglia di emigrati boliviani da poco tempo a San Paolo, perché non parlavano ancora bene il portoghese e non riuscivano a spiegarsi.
Il caso ha destato molto scalpore e la polizia ha invitato tutti coloro che avessero notizie a chiamare. Del resto gli assalti a San Paolo del Brasile sono aumentati in questo 2013 e ciò desta molta preoccupazione.
