Durante l’omelia della messa del Corpus Domini, celebrata questa sera sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, gremito di fedeli, arriva un altro messaggio importante di Papa Francesco: «Nella Chiesa, ma anche nella società, una parola chiave di cui non dobbiamo avere paura è solidarietà: una parola malvista dallo spirito mondano».
Dobbiamo, ha spiegato, «saper mettere a disposizione di Dio quello che abbiamo, cioè le nostre umili capacità, perché solo nella condivisione, nel dono, la nostra vita sarà feconda, porterà frutto». In proposito, il Pontefice ha evocato il miracolo delle moltiplicazione dei pani e dei pesci.
«Di fronte alla necessità della folla, ecco – ha ricordato Bergoglio – la soluzione dei discepoli: ognuno pensi a se stesso; congedare la folla» che era rimasta fino alla sera tardi ad ascoltare Gesù e che ora non era possibile trattenere perché mancavano viveri sufficienti: «non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente», dissero al Maestro.
«Quante volte noi cristiani – ha esclamato il Papa – abbiamo questa tentazione! Non ci facciamo carico delle necessità degli altri, congedandoli con un pietoso: “Che Dio ti aiuti”, intanto io non ti vedo». Invece, ha spiegato il Pontefice, «la soluzione di Gesù va in un’altra direzione, una direzione che sorprende i discepoli: “Voi stessi date loro da mangiare”. “Ma come è possibile che siamo noi a dare da mangiare ad una moltitudine?” replicarono. Gesù non si scoraggia: chiede ai discepoli di far sedere la gente in comunità di cinquanta persone, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione, spezza i pani e li dà ai discepoli perché li distribuiscano».
«È questo – ha commentato Bergoglio – un momento di profonda comunione: la folla dissetata dalla parola del Signore, è ora nutrita dal suo pane di vita. E tutti ne furono saziati».
