Una riunione in un luogo segreto per fare il punto della situazione e cercare di capire le possibilità che una fronda di ‘dissidenti’ decida di farsi da parte. Beppe Grillo deve fare i conti con le prime crepe interne al M5s. Proprio per questo, ha convocato tutti gli eletti con una mail: domani, ore 9:30, appuntamento a Roma, dove deputati e senatori saranno prelevati da un bus e portati in un luogo segreto alle porte di Roma. Segreto anche per gli stessi esponenti del Movimento.
I problemi da affrontare sono molti. Dopo il caso Crimi, con il capogruppo al Senato che aveva espresso la propria preferenza per “un governo Bersani senza fiducia”, e la risposta indiretta di Grillo, che aveva paragonato Bersani a Monti, è infatti emerso pubblicamente il dissenso del deputato siciliano Antonio Currò.
“Noi parlamentari non siamo automi, e nemmeno bambini. Io non schiaccio bottoni per conto terzi” ha dichiarato Currò in un’intervista, auspicando inoltre un confronto con il Pd. “La cosa surreale è che 163 persone si muovano per andare da una persona sola. Venga lui in Parlamento” ha poi sbottato il deputato siciliano parlando dell’incontro tra Grillo e gli eletti. Il rischio è che Currò non sia l’unico a declinare l’invito alla riunione segreta.
Quella che sembra essere una vera e propria fronda interna, infatti, appare come una schiera abbastanza nutrita. Nel corso della riunione di martedì a Montecitorio, infatti, durante la votazione sulla proposta di presentare una lista di nomi del M5s a Napolitano per Palazzo Chigi, a fronte di 86 voti contrari, c’erano stati 32 deputati che avevano votato a favore e 10 che avevano scelto l’astensione. In realtà però,gli equilibri interni al M5s dovrebbero decidersi al Senato, dove in seguito allo scivolone sulla votazione per il presidente Grasso sembra essere tornata la calma. Se si eccettua la relativa insofferenza verso il responsabile della comunicazione Claudio Messora, un filtro tra i senatori e la stampa che gli stessi eletti vorrebbero scavalcare, il gruppo sembra compatto.
Intanto Grillo dal suo blog è tornato ad attaccare i giornalisti italiani, accusandoli di appoggiare partiti e poteri forti, e ha tuonato contro la Rai, auspicando la vendita di due dei tre canali televisivi statali.
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