Don Ciotti: la corruzione è una peste

Il sacerdote sprona i nuovi eletti: i primi 100 giorni del nuovo Parlamento stanno volando via. Dobbiamo fare in fretta.

Don Ciotti: la corruzione è una peste
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28 Marzo 2013 - 14.34


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«I primi 100 giorni del nuovo Parlamento
stanno volando via. Dobbiamo fare in fretta e modificare il voto
di scambio. È un primo passo importante, per arrivare ad una
legge sulla corruzione più forte e incisiva». Così don Luigi
Ciotti, in un video appello, rilancia la campagna “Riparte il
futuro”, promossa da Libera e Gruppo Abele.

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«Come la definì nel 1984 il cardinale Carlo Maria Martini- sottolinea- la corruzione è una peste. Dobbiamo metterci tutti in gioco per produrre un
cambiamento e dare speranza. La lotta alla corruzione impone un
cambiamento che impegna ciascuno di noi. Riparte il futuro è un
progetto che vuole ridare speranza».

Poi, aggiunge: «Ancora una volta dobbiamo dirci che la strada
è in salita. Ma contro la corruzione ci sono tre parole che non
possiamo solo leggere con gli occhi, le dobbiamo fare nostre.
Sono continuità. Da parte di tutti, non possiamo essere
cittadini a intermittenza. La seconda parola è condivisione. È
il noi che vince, costruire insieme, camminare insieme. La terza
è corresponsabilità. Il cambiamento ha bisogno di ciascuno di
noi. Noi chiediamo alle istituzioni, ai parlamentari, alla
politica di fare la propria parte. Ma anche ogni cittadino  ha il
suo compito da svolgere. E oggi non possiamo fermare questo
cammino».

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