Non sembrano placarsi le tensioni fra Italia e India: la Corte Suprema di New Delhi ha invitato l’ambasciatore italiano Daniele Mancini a non lasciare il Paese fino a nuovo ordine e ha anche invitato il governo italiano (e dunque l’ambasciatore) a dare una spiegazione sui fatti entro il 18 marzo.
La decisione italiana di non far rientrare i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India avrà delle «conseguenze», ha detto ieri [url”il premier indiano Manmohan Singh”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41250&typeb=0&13-03-2013–Maro-il-premier-indiano-minaccia-ritorsioni[/url]. Nelle ultime ore si erano susseguite le voci sulle azioni che il governo indiano aveva intenzione di intraprendere, ed era circolata l’ipotesi non solo dell'[url”espulsione del diplomatico italiano”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41209&typeb=0&12-03-2013–Maro-l-India-convoca-l-ambasciatore-italiano[/url], ma anche di non riconoscergli l’immunità diplomatica.
Secondo la stampa locale, ci sono opinioni diverse in seno al governo indiano: giovedì il ministro degli Esteri Salman Kurshid ha incontrato il premier Manmohan Singh, nella sua residenza per discutere della questione. Era stato il Procuratore Generale G. E. Vahanvati a portare la questione dinanzi ai giudici – il Chief Justice Altamas Kabir, insieme ai colleghi, AR Dave e Vikramajit Sen – sostenendo che, [url”il mancato ritorno dei marò”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41206&typeb=0&12-03-2013–Italia-India-un-patto-sottobanco-per-i-maro-[/url], era stata «una violazione dell’impegno assunto dinanzi all’Alta Corte» e rilevando «che il governo è estremamente preoccupato».
La stampa indiana definisce “storica” la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a cui i giudici avevano concesso di rimpatriare per il voto, dopo che l’ambasciatore Mancini aveva assicurato che sarebbero tornati indietro, e che invece sono rimasti in Italia.
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