La paura per la mafia, 20 anni dopo

Il ricordo di una bambina, che allora aveva 11 anni. E la speranza che le cose cambino. Aspettando che qualcuno si prenda la responsabilità di spiegare che cosa è successo.<br><br>

La paura per la mafia, 20 anni dopo
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19 Luglio 2012 - 11.24


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di Patrizia Anastasi

Ricordo quel giorno come fosse ieri… mi trovavo in Australia, in visita. A quel tempo mio papà aveva un incarico istituzionale e io lo avevo accompagnato (mamma non poteva).

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11 anni appena compiuti e una domanda da un milione di dollari: “La mafia ti fa paura?” Quel 19 luglio ci svegliammo a Melbourne con una notizia che ci sconvolse: Borsellino è morto nel terribile attentato di via D’Amelio, a Palermo. Piansi!

Papà mi spiegò, in poche parole, cosa fosse successo. Ma, dopo la strage di Capaci, ero preparata e avevo capito benissimo di cosa si trattava. “La nostra Sicilia – mi aveva detto papà – paga ancora un tributo carissimo”.

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Fu un giorno che non dimenticherò mai; è rimasto tatuato nella mia memoria, come un ricordo indelebile. Radio e televisioni italiane presenti a Melbourne diedero ampio spazio alla notizia e “approfittarono” della nostra presenza in città per sentirci su quello che era successo dall’altra parte del mondo, ma che ci toccava così da vicino.

“Ancora un omicidio, il giudice Paolo Borsellino è saltato in aria, insieme alla sua scorta”.

Sì, la mafia ha vinto ancora una volta e si è portata via una persona buona, che aveva fatto di tutto per sconfiggerla.

“Tu, da siciliana, non hai paura della mafia”?

No, aver paura vuol dire darla vinta ai cattivi.

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Furono queste alcune delle mie risposte alle domande dei giornalisti australiani. Domande a cui, a quel tempo risposi di getto, e senza molti dubbi. A 11 anni si è certi che il male si possa sconfiggere.

Adesso che delle stragi è stato detto troppo, ma nessuno si è preso la responsabilità di spiegarci quanto avvenuto, mi chiedo se della mafia ho paura. E a distanza di 20 anni la risposta a questa domanda è diventata positiva. Ho paura di tutti quei silenzi e di tutti quegli atteggiamenti mafiosi di cui è pieno il Paese, non solo la Sicilia. Ma la speranza che le cose cambino rimane.

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