Saggezza popolare. Così mi raccontava la nonna. Per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero, in quei giorni tra fine gennaio e inizio febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri. Io ci ho creduto sino a un bel po’ di anni fa. Oppure, alla romana: “Caldelora candelora, dall’inverno semo fora, ma se piove e tira vento nell’inverno semo dentro”. Negli Stati Uniti e in Canada, in questi stessi giorni chiave per misurare l’inverno che ancora ci attende, la cultura popolare impone di osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto. Se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane. Comunque sia, la cronaca dell’emergenza gelo in Italia somiglia ad una improvvida ritirata di Russia di fronte ad un evento eccezionale ma certamente prevedibile e di stagione.
Bollettino di guerra. Mezza penisola in tilt a causa dell’ondata di maltempo: strade chiuse, migliaia di cittadini senza energia elettrica nelle case o bloccati nei treni fermi tra la neve. Trovato morto un uomo in un’auto coperta dalla neve. E ieri sera, a Milano, un barbone è morto assiderato. La Regione Liguria denuncia le Fs per non esser state capaci di gestire una ‘preannunciata’ emergenza, mentre il presidente della Toscana Enrico Rossi la prende con l’Enel: “il vero disastro lo hanno fatto loro”. Tra oggi e domani previsti su Roma fino a dieci centimetri di neve. Nella Capitale metro, tram e ferrovie circolano regolarmente nonostante la neve che sta bloccando parte della città. Problemi per i bus, introvabili come i taxi. Emergenza in alcune zone della città. La Protezione civile conferma lo stato di allarme sino a domani, in previsione di altre forti nevicate nella notte. Chiusura di necessità, domani, di tutti gli uffici pubblici, scuole comprese, già chiuse tra diversi equivoci oggi. Mobilitata nel volontariato anche la Comunità di Sant’Egidio per i senza fissa dimora, la categoria più a rischio in quest’emergenza nella capitale. Per loro coperte e cibo caldo.
Trenitalia Transiberiana. Treni a singhiozzo, partenza cancellate e arrivi incerti. Trenitalia ha calcolato ritardi anche di 60 minuti con punte fino a 100. Oltre l’avventura dell’Intercity bloccato vicino a Folì per 7 ore. Oggi e domani nuove cancellazioni programmate. Ma in realtà le vetture per Milano sono arrivate, secondo alcune testimonianze, anche tre ore dopo il previsto. Ritardi e cancellazioni si sono registrati anche in Toscana dove secondo le Ferrovie hanno comunque viaggiato il 70 per cento dei treni regionali, e in Lombardia sulle linee Milano-Piacenza e Milano-Voghera. In Liguria, molti treni tra Genova e La Spezia sono stati soppressi nella mattinata, a causa del ghiaccio sui binari. L’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Vesco ha parlato di «blocco quasi totale» della circolazione ferroviaria. Situazione incerta ovunque con minacce di peggioramento nella notte per la probabile formazione di ghiaccio. A rischio anche i convogli diretti dal centro verso sud dove il maltempo sembra destinato a spostarsi. Al momento solo violenti temporali.
Voli a rischio e strade pattinaggio. Chiuso l’aeroporto di Bologna per tutta la giornata di ieri con 117 i voli cancellati e fino a questa mattina. Si decolla a nord salvo problemi negli aeroporti di destinazione. In crisi molti dei principali tratti autostradali del centro Italia, soprattutto nel tratto appenninico. Per oltre 40 ore ha nevicato ininterrottamente su mille chilometri di autostrade. Ci sono stati forti rallentamenti quasi ovunque. in Emilia Romagna soprattutto, dove è stata provvisoriamente chiusa la E45 tra Cesena Sud e il valico appenninico. Rallentamenti su strade e autostrade di Toscana, Piemonte e Lombardia, senza che il traffico si sia completamente bloccato. Impegnati oltre tremila uomini e duemila e cinquecento mezzi per favorire la circolazione e spazzar via la neve. Ieri, per dare la dimensione della crisi, tea Brescia e Milano 98 chilometri di coda. Una sorta di bollettino di guerra in via di continuo aggiornamento. Consiglio superfluo ma ripetuto. “Evitate di viaggiare”. Come ripeteva mia nonna nei giorni della “Merla” con l’aggiunta della Candelora, più marmotta Usa.
