La situazione dell’imprenditore veneto risultava davvero tragica. A 68 anni non solo era semisconosciuto al fisco ma, poveraccio, nel 2009 e 2010 aveva realizzato un reddito di 4 e di 5 euro. Peggio sua moglie, aveva dichiarato nel 2010 “redditi” per un euro. Si erano dimenticati di annotare l’introito di 65 milioni di euro per la vendita di 180 ettari di terreno. Distratti ma non scemi i due coniugi.
Agivano infatti attraverso due società con sede in Lussemburgo. A svelare l’evasione totale è stata la vendita effettuata nel 2008 da una delle due società lussemburghesi: la transazione da 65 milioni di euro per una preziosa area sul litorale di Eraclea (Venezia) di circa 180 ettari a ridosso del mare. Per intenderci, più o meno l’equivalente di oltre 200 campi da calcio a fronte mare. Non male davvero per due poveracci.
Per i guastafeste in grigio e giallo (GdF) l’attempata copia avrebbe evaso circa 26 milioni di euro di imposte e oltre 11 milioni sugli investimenti di somme detenute all’estero che variavano tra i 140 e i 200 milioni. Per le società, omessa fatturazione per 130 milioni di euro, evasione dell’Iva e dell’Ires per 32milioni. I magistrati di Verona, diffidenti, hanno fatto sequestrare titoli nazionali per oltre 52 milioni di euro.
