Un intervento “tardivo e ipocrita”. “Non abbiamo la memoria corta e non dimentichiamo i tagli di 8 miliardi”. Così gli studenti sbattono la porta al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini dopo l’intervista a La Repubblica in cui la titolare del Miur cercava di ricucire il rapporto con gli studenti dicendo “basta” ai tagli e definendo la manifestazione di venerdì “degna di rispetto”.
“Folgorata sulla via di Damasco”
Gli studenti definiscono la Gelmini “Folgorata sulla via del Gran Sasso”, ironizzando quindi sull’ormai famossissimo tunnel che avrebbero attraversato i neutrini.
“Il ministro – si legge nel comunicato diffuso dalla Rete degli studenti – a quanto pare si è svegliato in vena di generosità. Ha riconosciuto come degne di rispetto le manifestazioni di venerdì scorso, si è dichiarata dispiaciuta di aver perso il rapporto con gli studenti, si è detta pronta ad ascoltarci e ha finalmente chiamato con il proprio nome i tagli scellerati concordati da lei stessa col ministro Tremonti”.
” È davvero lo stesso ministro”?
” È davvero lo stesso ministro Gelmini – proseguono gli studenti – che per tre anni si è lanciata nei peggiori insulti verso il movimento studentesco che con coraggio e positività le si è schierato contro per chiedere una nuova scuola ed una nuova università per il futuro di un’intera generazione”?
E ancora: ” È la stessa persona che parlava di ‘razionalizzazione delle risorse’ mentre accettava supina 8 miliardi di tagli rubati allo sviluppo del futuro del paese?
È lo stesso Governo che ha rifiutato ogni confronto con i rappresentanti degli studenti, dal forum delle associazioni studentesche al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari”?
“Non abbiamo la memoria corta”
“Noi studenti non abbiamo la memoria corta e sappiamo riconoscere l’ipocrisia quando ci si manifesta davanti”: chiariscono.
“Non saranno certo queste uscite del ministro ‘fulminata sulla via del gran sasso’ a farci dimenticare che tipo di politica è stata portata avanti da questo governo, anche perché sarebbe impossibile vista la situazione disastrosa che c’è nelle nostre scuole dopo 3 anni di tagli”.
