Uccisi perché non parlassero

Storie simili da parti del mondo lontane. Due giornalisti trovati morti nei propri appartamenti, uno in Messico, l'altro in Russia.

Uccisi perché non parlassero
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redazione Modifica articolo

29 Giugno 2011 - 15.42


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Miguel Ángel López Velasco è stato trovato assassinato nella sua casa di Veracruz (stato federale del sud-est messicano). Il giornalista e direttore del quotidiano online Notiver, sua moglie e suo figlio sono stati crivellati a colpi d’arma da fuoco, appena una settimana dopo l’omicidio di un altro giornalista, Pablo Ruelas Barraza, ucciso nello stato di Sonora. Secondo le informazioni riportate dal giornale ‘ Notiver’ e confermate a Reporters sans frontières, mentre Velasco, sua moglie e suo figlio ventunenne stavano dormendo, intorno alle 5.30 del 20 giugno scorso, alcuni soggetti armati non identificati sono entrati con forza in casa loro, situata nel quartiere López Arias (nel nord della città di Veracruz) e hanno assassinato l’intera famiglia.
Miguel Ángel López Velasco, conosciuto come “Milo Vera”, aveva 55 anni e lavorava al quotidiano locale ‘Notiver’ da circa venti anni; inizialmente si era occupato di cronaca nera, poi era stato nominato vicedirettore della sezione “Sucesos”. Nella sua rubrica “Va de Nuez”, il giornalista affrontava temi di sicurezza pubblica, sequestri, casi di corruzione e di abuso di potere nella regione. Stava anche seguendo, dall’aprile 2010, la scomparsa del giornalista Evaristo Ortega Zárate.

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Russia: ucciso giornalista

Anatoli Bitkov, 37 anni, direttore della compagnia televisiva Kolyma, nella regione di Magadan (Oriente russo) è stato trovato nel suo appartamento morto, con tracce di violenza sul corpo. Il movente potrebbe essere legato alla “vita privata” della vittima, hanno detto gli investigatori. I colleghi del giornalista parlano invece di un delitto connesso all’attività professionale del reporter. I giornalisti russi, soprattutto chi lavora nel Caucaso del Nord, sono spesso nel mirino della violenza. La Russia è considerata uno dei Paesi più pericolosi al mondo per la stampa.

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