Altre smentite per Trump: improbabile che Covid-19 sia frutto di un errore di laboratorio

Dati di intelligence condivisi tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda ritengono altamente probabile che l'infezione sia avvenuta per via naturale.

Donald Trump
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5 Maggio 2020 - 10.45


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Dati di intelligence condivisi dalle Five Eyes indicano come “altamente improbabile” una diffusione della pandemia da Coronavirus come conseguenza di un incidente di laboratorio e puntano piuttosto a rintracciarne l’origine in un mercato cinese. Questo quanto riporta la Cnn, citando due funzionari occidentali che a loro volta fanno riferimento ad una valutazione dell’intelligence apparentemente in contrasto con le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump e del segretario di stato Mike Pompeo.
“Crediamo sia altamente improbabile che si sia trattato di un incidente”, afferma un funzionario della diplomazia occidentale a conoscenza dei dati. “E’ altamente probabile che sia avvenuto per via naturale e che l’infezione che ha colpito gli esseri umani venisse da una interazione in natura tra esseri umani e animali”.
I paesi che fanno parte della coalizione di condivisione di intelligence della Five Eyes si starebbero unendo attorno a questa conclusione, ha proseguito la stessa fonte, con cui ha concordato un secondo funzionario citato dall’emittente, cittadino di uno dei cinque paesi, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda.
La valutazione del gruppo di condivisione di intelligence contrasta visibilmente con le dichiarazioni e sicuramente con il grado di certezza di Trump e Pompeo, convinti dell’origine del virus in un laboratorio di Wuhan. Certamente queste conclusioni faranno accrescere le pressioni sull’amministrazione Trump perché riveli le prove su cui poggiano tali affermazioni.
Più complessa la tesi di una terza fonte citata dalla Cnn, sempre proveniente da uno dei cinque paesi: il grado di sicurezza emerso dalle parole di Pompeo e Trump va molto oltre il punto in cui è giunta la valutazione della Five Eyes. Questa fonte ha riconosciuto che esiste ancora la possibilità che il virus abbia avuto origine in un laboratorio, ma ha avvertito che non c’è ancora nulla per renderla una teoria legittima. La fonte ha aggiunto che “chiaramente il mercato è da dove è esplosa”, ma come il virus sia arrivato sul mercato rimane poco chiaro.
Senza una maggiore cooperazione e trasparenza da parte cinese è però impossibile chiarirlo con totale certezza, ha aggiunto il primo funzionario. La terza fonte citata dall’emittente azzarda anche l’ipotesi che gli Stati Uniti non stiano condividendo tutte le informazioni di intelligence in loro possesso. Se i cinque paesi condividono gran parte degli elementi di cui dispongono, ‘piccole sacche’ di informazioni possono non essere comunicate.
In un’intervista rilasciata al National Geographic Anthony Fauci ha detto ieri di non credere ad un’origine in laboratorio del virus. “…Ogni cosa circa la graduale evoluzione nel tempo indica chiaramente che il virus si è sviluppato in natura e poi ha fatto il salto tra le specie”.

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