Il patrimonio armonico di Napoli nel giorno di San Gennaro

Due fine settimana consecutivi all'insegna della scoperta delle musiche più belle del territorio partenopeo

Il patrimonio armonico di Napoli nel giorno di San Gennaro
Fonte: https://girolamini.cultura.gov.it/pagina-di-esempio/biblioteca/
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19 Settembre 2026 - 18.59 Culture


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Per due weekend consecutivi (19-20 e 26-27 settembre) a Napoli tornano di scena i pezzi più pregiati e destinati per la “Casa della Musica” dei padri filippini oratoriani o Girolamini, custodite per secoli nell’Archivio Musicale della Comunità Oratoria dei Girolamini o recentemente collocati nell’Oratorio di San Giuseppe.

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Il progetto, al quarto anno di fila, è promosso dal Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini, è diretto da Antonella Cucciniello, e si avvale della direzione artistica di Antonio Florio e del coordinamento scientifico di Dinko Fabris.

Le tematiche sulle quali si concentrano le sonorità, sono quelle dell’epoca in cui sono state generate, con calamità di ogni genere che si abbatterono sulla Napoli del primo Seicento: carestie, epidemie, rivolte, guerre, eruzioni.

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Ad aprire la rassegna saranno i madrigali spirituali di una coppia di musicisti appartenenti a due rami dell’antica famiglia Dentice (Fabrizio, tra i più virtuosi del liuto, e Scipione, clavicembalista prodigioso), nobili di seggio che furono considerati tra i maggiori strumentisti e compositori del loro tempo.

Il concerto inaugurale monografico è affidato al gruppo RossoPorpora diretto da Walter Testolin, tra i più accreditati e premiati per le esecuzioni polifoniche della musica italiana del primo barocco.

Il 20 settembre, invece, la Chiesa-Museo risuonerà dei mottetti e delle cantate sacre penitenziali affidati alla Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio, che in quattro decenni di attività ha riscoperto ed eseguito in Italia e nel mondo tutto il repertorio del più importante maestro del Seicento napoletano, Francesco Provenzale.

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A ciò viene aggiunto il mottetto recentemente ritrovato nell’Archivio dei Girolamini, Quo fugiam, che viene confrontato con le musiche devozionali di un altro campione della musica seicentesca attivo a Napoli negli stessi anni ma di origine siciliana, Cataldo Amodei.

Nella settimana successiva, il 26 settembre, lo spazio viene dedicato al miglior allievo di Francesco Provenzale, Gaetano Veneziano, autore riscoperto dal maestro Florio grazie a un’attività di ricerca ed esecuzione pluridecennale, prevalentemente dedicata alle centinaia di composizioni sacre custodite ai Girolamini.

A chiudere la rassegna domenica 27 settembre sarà un viaggio attraverso le collezioni di mottetti a voce sola di grandi autori del Seicento conservate nell’Archivio dei Girolamini, con protagonisti ancora Gaetano Veneziano insieme a Tommaso Pagano, collega suo e di Provenzale alla Cappella Reale, oltre ai virtuosi di chitarrone Kapsperger “il Tedesco dalla Tiorba” e Pfender).

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Tutto sarà affidato all’interprete e musicologo Franco Pavan, alla tiorba o chitarrone, con l’organista Francesco Moi e la voce di Marta Fumagalli.

Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita alla struttura monumentale, soffermandosi ad ammirare le bellezze della prima biblioteca pubblica di Napoli, dove tra le altre studiò il filosofo Giambattista Vico.

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