di Alessia de Antoniis
Caracalla. Golden hour. Uno specchio d’acqua da cui emergono corpi scultorei in posizione. Luce, acqua, corpi, pietra. Poi il quadro inizia a muoversi. È Découverte: Caracalla, creazione site-specific di Diego Tortelli – Aterballetto – per Caracalla Danza 2026.
La performance segue un ritmo antico del corpo: immersione, sospensione, shock, rilascio. Non ricostruisce il passato. Riabita lo spazio che quel passato ha lasciato.
Nelle antiche vestigia, lo spettatore non prende posto: cammina, attraversa, si ferma. Vive la scena. La prima parte del percorso è incorniciata dalla luce ancora incerta del tramonto. Figure bianche – gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato – emergono tra le architetture antiche come apparizioni. I corpi attraversano lo spazio con la stessa naturalezza con cui la luce attraversa le rovine.
Corpi, vestiti di veli trasparenti color terra, sembrano statue sottratte all’immobilità. I loro gesti sono essenziali, archetipici: braccia che si tendono, mani che cercano, figure che assumono posture sacrali. Quando i danzatori si ripiegano su cilindri metallici, il corpo diventa materia, peso, contenitore di sé stesso. Non c’è più la figura eroica ma un corpo che lotta con il proprio spazio, i propri limiti, la propria memoria. E Découverte trova la sua immagine più potente non nel gesto espanso, ma nella costrizione.
Poi si scende, dentro la parte più nascosta di Caracalla. Qui la pietra diventa umida, il suono si comprime, il respiro cambia ritmo. E la performance cambia con lui.
I danzatori del CCN/Aterballetto – Veronica Biondini, Edoardo Brovardi, Matteo Capetola, Matilde Di Ciolo, Vittoria Franchina, Julien Guibourg e Clément Haenen – smettono progressivamente di apparire come interpreti. Diventano corpi che emergono dall’oscurità, che si cercano e si respingono.
In un processo di progressiva spoliazione, la presenza della violoncellista Daniela Savoldi assume un ruolo centrale: il suono del suo violoncello attraversa le volte, si infrange contro la pietra, si deposita negli spazi vuoti come una memoria.
Il percorso termale romano, in Tortelli, diventa partitura del corpo: alternanza di temperature, espansione, contrazione, perdita e recupero dell’equilibrio. L’acqua non è soltanto elemento scenico. È principio drammaturgico. La potenza di Découverte è nelle immagini. Un corpo immerso nell’acqua, un violoncello che attraversa il buio, due figure argentate che sembrano combattere e abbracciarsi nello stesso momento, un uomo che cammina da solo verso un arco illuminato.
Quando si entra nel mitreo, la temperatura cambia. L’aria si fa più densa, i corpi si guardano sotto una diversa luce. È lì che il lavoro di Tortelli mostra il rischio più interessante: usare Caracalla non come scenografia, ma come interlocutore, come partner creativo.
In quel momento Découverte smette di essere soltanto una performance site-specific. Diventa qualcosa di più difficile da definire: il punto in cui il luogo comincia a rispondere, come se la memoria dei luoghi non appartenesse solo alle pietre, ma ai corpi che continuano ostinatamente ad attraversarle.
Discesa, perdita della forma, attraversamento della materia, possibilità di una metamorfosi. I danzatori abbandonano progressivamente identità, ruoli, armature e persino genere, fino a diventare presenze, energie, tracce in movimento. Nel ventre delle Terme, là dove un tempo si celebravano rituali iniziatici, la danza torna a essere ciò che forse è sempre stata: un dispositivo di conoscenza.
In questa chiave, Découverte: Caracalla parla di contemporaneità, della necessità di perdere la propria forma per poterne immaginare un’altra. E, alla fine del percorso, la sensazione è che nessuno, né i performer né gli spettatori, abbia davvero attraversato quelle antiche vestigia. È Caracalla ad aver attraversato tutti noi.
DÉCOUVERTE: CARACALLA
Creazione site specific itinerante di Diego Tortelli per CCN/Aterballetto, con gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato – Violoncello dal vivo: Daniela Savoldi – Dal 26 al 28 giugno, alle Terme di Caracalla.
