Riecco “Café Bleu” degli Style Council, indimenticabile gioiello anni ‘80

Viene ripubblicato in una lussuosa edizione speciale “Café Bleu” degli Style Council di Paul Weller. Un classico degli anni ‘80, un album senza tempo fra jazz, soul, funk e pop.

Riecco “Café Bleu” degli Style Council, indimenticabile gioiello anni ‘80
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29 Gennaio 2026 - 11.19


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di Diego Perugini

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E’ uno dei dischi più amati degli anni ‘80. Per il quale si potrebbe scomodare senza timore l’abusato aggettivo “iconico”. Parliamo di “Café Bleu” degli Style Council,  ripubblicato in una “special edition” da leccarsi i baffi. 

Uscì nel lontano 1984 e per chi c’era fu un piccolo grande fulmine a ciel sereno. Una musica diversa dall’elettropop imperante, un suono dal sapore vintage eppure attualissimo. Un’avvincente e orecchiabile miscela di jazz, soul, funk e pop, con diversi brani destinati a rimanere nel tempo. 

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Mente del progetto era l’eclettico Paul Weller, che veniva dal rock acceso (e di successo) dei Jam, sciolti a sorpresa nel 1982. Il Nostro, assieme al brillante tastierista Mick Talbot, si mise quindi a capo di una formazione assai differente, un collettivo aperto e cangiante col batterista Steve White, D.C. Lee ai cori e numerosi altri collaboratori. 

Dopo alcuni singoli, ecco arrivare il debutto sulla lunga durata di “Café Bleu”, un album variegato e fascinoso, dall’intro pianistica di “Mick’s Blessing” alla melodica “My Ever Changing Moods”, dalla romantica ballata “You’re The Best Thing” (singolo di grande successo) alle influenze transalpine di “The Paris Match”, con la bellissima voce di Tracey Thorn degli Everything But The Girl. Ma anche la spigliata “Headstart for Happiness” e la più aggressiva “Strength of Your Nature”. 

Ma c’era dell’altro. Un esercizio di stile e di look, con abiti eleganti e un po’ rétro nel contesto di una Gran Bretagna sotto pressione, fra governo Thatcher e tensioni socio-politiche. Weller e soci non le mandarono a dire (soprattutto nei dischi successivi) e, anzi, si creò un movimento di artisti accomunati dal medesimo stile “cool”: Working Week, Sade, Carmel, i già citati Everything But The Girl e altri che gli ascoltatori più attempati ricorderanno di certo. 

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Tornando alla nuova edizione di “Café Bleu”, in uscita per Universal Music Recordings, trattasi di lussuoso cofanetto disponibile in due versioni, con sei cd o tre Lp. 

Oltre al disco originale, ci trovate materiale inedito, tra cui i primi demo, versioni alternative e rarità. Più una raccolta di registrazioni per la BBC, in studio e dal vivo. 

In scaletta ci sono, per esempio, la “extended edition” del mini album “Introducing… The Style Council”; un provino di “Long Hot Summer” dell’agosto 1982 che mostra la sua evoluzione partendo dallo strumentale “Le Départ”; brani strumentali inediti di Mick Talbot; una lunga versione di “The Paris Match”. E molto altro ancora. 

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Per la cronaca, dopo quel mirabile debutto gli Style Council pubblicarono altri lavori, alcuni di grande valore e altri un po’ meno. Poi Weller chiuse l’avventura nel 1989 per dedicarsi a una carriera solista che dura tuttora. Con soddisfazione sua e di chi lo segue instancabilmente.  

www.mannaggiallamusica.it 

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