"1940-La catastrofe": un video-racconto sulla guerra voluta dal regime fascista

Il 10 giugno del 1940 è solo l’ultimo di una serie di disastri: un regime illiberale e assassino, l’aggressione all’Etiopia, l’appoggio alla Spagna franchista, le scellerate leggi razziali...

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Giuseppe Costigliola Modifica articolo

30 Dicembre 2020 - 16.03


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Si ripete spesso che questo nostro Paese, questo nostro tempo, sono privi di memoria. E che senza memoria l’unico destino possibile sia un fosco futuro caratterizzato dalla stolida ripetizione degli errori che hanno segnato un tragico passato.
Le istituzioni, la scuola, le associazioni culturali, i media, le donne e gli uomini di buona volontà hanno tutti l’onore e l’onere di combattere contro questo oblio permanente che ci assedia e ci confonde. Le migliori armi per portare avanti questa disperata guerra sono appunto la memoria, la conoscenza storica, la trasmissione emotiva e fattuale di eventi, ideali, speranze, tensione morale e impegno civile che hanno segnato la vita di molti dei nostri padri, dei nostri nonni, la cui dedizione e il cui sacrificio hanno dato vita alla pur traballante democrazia in cui ci barcameniamo.
In tale imprescindibile battaglia di civiltà s’inserisce la lodevole iniziativa promossa dall’Anpi, in collaborazione con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, l’Istituto Ernesto De Martino, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio e con il sostegno operativo del Ministero per i beni e le attività culturali, presentata il 29 dicembre durante una conferenza stampa in streaming: un video-racconto sull’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, realizzato in occasione dell’80° anniversario di quell’infausto evento, dall’indicativo titolo “1940, LA CATASTROFE”.
Come ha spiegato il Presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, a giugno si sarebbe dovuto svolgere un convegno su quella ricorrenza, purtroppo saltato per la pandemia in atto che ha stravolto le nostre vite. Orbene, anche in considerazione della situazione socio-politica che ci ritroviamo a vivere, caratterizzata da una mancata adeguata riflessione su quell’avvenimento, dalla sottovalutazione e dal ridimensionamento del carattere totalitario e barbarico del fascismo che tale evento determinò, questo 80° anniversario non poteva passare inosservato, poiché ricordare l’entrata in guerra, ricostruirne il contesto storico, sociale e politico, significa ricordare la tragedia in cui sprofondò il Paese, i lutti, le distruzioni, le indicibili sofferenze che essa provocò. Tragedia non già sorta dal nulla, come ha ricordato lo storico Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, ma che comincia nel 1922, con la presa del potere da parte di Mussolini, e forse ancora prima, nel famigerato biennio rosso, con le squadracce fasciste che seminavano odio e sangue. Perché all’interno del fascismo erano presenti tutti i germi che condussero a quel terribile conflitto: nazionalismo, imperialismo, totalitarismo, razzismo. Perché il 10 giugno del 1940 è solo l’ultimo di una lunga serie di disastrosi atti: la costruzione di un regime illiberale e assassino, l’aggressione all’Etiopia, l’appoggio alla Spagna franchista, le scellerate leggi razziali, appunto l’alleanza con la Germania nazista e la ridicola e improponibile idea di condurre una “guerra parallela”, per realizzare i sogni imperialisti di un insaziabile ducetto, le conseguenti stragi nazifasciste che aggiunsero sangue a sangue. Perché nel Secondo conflitto mondiale si fronteggiarono non soltanto due schieramenti armati, ma due opposte idee, due contrarie concezioni di vita e di società: fu quella una “guerra di civiltà”, come la definì Benedetto Croce, schierate contro vi erano la civiltà e la barbarie.
Di tutto ciò, di racconti di vite di donne e uomini che in quel conflitto rimasero drammaticamente imprigionati, parla il film realizzato dall’Anpi: le ragioni di quella guerra, il regime che vi fece sprofondare un Paese, i tragici esiti che essa ebbe, i costi sociali e umani. Cose che non vanno dimenticate, ma insegnate, trasmesse con amore e dedizione, con lucida ricostruzione della Storia e delle storie, alle nuove generazioni.
Il presidente Pagliarulo ha infatti indicato in esse i destinatari di questa narrazione, spiegando le motivazioni che hanno portato a questo lavoro: “Il video è rivolto innanzitutto ai giovani che sono mediamente privati di una piena conoscenza della storia: attraverso il protocollo che abbiamo stipulato col Ministero dell’Istruzione, cercheremo di proiettarlo in tante scuole d’Italia. Questo video è parte integrante della grande e diffusa operazione di verità storica che abbiamo messo in campo. Viviamo infatti in un tempo imbarazzante in cui con dichiarazioni, fake news sui social, libri di giornalisti che si improvvisano storici, si tenta una riabilitazione postuma del fascismo e una conseguente delegittimazione della Resistenza”.
Una forma insomma di “memoria attiva”: non basta ricordare, ma interpretare, anche per smascherare le contro-narrazioni false e perniciose che girano impunemente, secondo cui il fascismo fu un regime da barzelletta, dal totalitarismo blando, il cui capo, Mussolini, in fondo fece anche delle cose buone, e scempiaggini del genere che trovano sempre asilo in menti fragili e credulone, e per porre un argine a quelle “sacche di nazionalismo che ritengono la guerra non una tragedia bensì una forma di eroismo dei popoli”, come ha sottolineato il professor Pezzino.
Durante la presentazione è arrivato un messaggio del ministro Dario Franceschini, impossibilitato a intervenire per impegni istituzionali, con il quale ha anche ricordato che il Ministero da lui presieduto è impegnato con l’Anpi a realizzare il Museo Nazionale della Resistenza di Milano, “che diventerà un altro luogo di conservazione e di trasmissione della memoria ai giovani”.
Un ulteriore motivo di interesse di questa conferenza stampa è stata la notizia per cui si sta lavorando ad un archivio digitale dei partigiani, di cui ha dato contezza Gad Lerner, uno dei curatori di questo fondamentale progetto di raccolta della memoria e di trasmissione della verità storica.
L’augurio è che questo video-racconto sia ampiamente diffuso tra i tanti giovani che ignorano i processi storici che ci hanno condotto sin qui, per evitare di compiere loro stessi i tragici errori che hanno quasi distrutto il mondo. Il video è disponibile sul sito dell’Anpi: buona visione!

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