Naufragio in Tunisia: il premier Chahed silura il ministro dell'Interno

Nessun dettaglio sulla decisione che sembra però legata alla tragedia del mare dello scorso fine settimana. Manifestazioni in diverse città per chiedere le dimissioni del governo

Naufragio in Tunisia: il premier silura il ministro dell'Interno

Naufragio in Tunisia: il premier silura il ministro dell'Interno

globalist 6 giugno 2018

Il premier del governo di unità nazionale tunisino, Youssed Chahed, ha destituito dalle proprie funzioni il ministro dell'Interno, Lofti Brahem.

Lo ha reso noto un comunicato della presidenza del governo indicando che sarà sostituito dall'attuale ministro della Giustizia, Ghazi Jribi, senza fornire ulteriori dettagli.
La decisione sembra comunque legata al naufragio avvenuto tra il 2 e il 3 giugno scorso al largo dell'isola di Kerkennah. Il bilancio della tragedia, ancora provvisorio, parla di almeno 112 fra morti e dispersi, la più grave tragedia in mare del 2018 secondo l'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Le autorità tunisine hanno recuperato questa mattina altri corpi del naufragio, portando il numero delle vittime accertate a 66.
Prima di silurare il ministro dell'Interno il governo tunisino, che ha creato una commissione di crisi sul naufragio allo scopo di sostenere le famiglie delle vittime e garantire le cure ai sopravvissuti, aveva rimosso diversi funzionari di sicurezza. In particolare, il capo del distretto a Kerkennah; il responsabile del servizio regionale dei servizi speciali a Sfax; il capo della brigata d'intelligence del distretto di Kerkennah; il titolare della polizia giudiziaria a Kerkennah e il capo della polizia giudiziaria a Sfax.
Nel paese intanto proseguono le mobilitazioni. Martedì sera nella città di El Hamma, nel governatorato costiero di Gabe's, c'è stato un corteo in segno di protesta contro il naufragio al largo dell'isola di Kerkennah e per chiedere le dimissioni del governo. Tra gli slogan scanditi dai manifestanti "Il popolo vuole la caduta del governo", "Assassini dei nostri figli, ladri del nostro paese", "Essebsi il tuo tempo e' scaduto", in riferimento al presidente della Repubblica, Beji Caid Essebsi.
Un'altra manifestazione, la seconda consecutiva, è stata organizzata anche nella città meridionale di Tataouine, dove diversi giovani sono scesi in piazza chiedendo le dimissioni dell'esecutivo.