Erdogan attacca Assad: inaccettabile che resti alla guida della Siria

Il presidente turco parla alla vigilia del suo viaggio a Parigi: basta aiutare i curdo-siriani che sono terroristi

Erdogan e Assad

Erdogan e Assad

globalist 4 gennaio 2018

Amici, poi nemici, poi acerrimi nemici, poi meno nemici, poi amici dei suoi amici (leggi Putin) e ora? Di nuovo nemici.
Non è un gioco di parole ma la descrizione dei rapporti tra Erdogan e Assad o, meglio, come il Sultano si sia rapportato al presidente siriano.
Ora c'è stato un attacco: " Bashar al-Assad, è il capo di un regime che ha ucciso quasi un milione di suoi connazionali. Il fatto che resti alla guida del Paese è qualcosa che non può essere accettabile per quei leader come noi che lottano per la pace dell'umanità". Parola di Recep Tayyip Erdogan, intervistato da Lci alla vigilia della sua missione diplomatica a Parigi, una visita ritenuta cruciale per la riapertura di un dialogo tra Ankara e l'Unione europea dopo le forti tensioni seguite al fallito golpe del 2016.
Erdogan deplora quindi che oggi la Siria sia "quasi divisa, da una parte le forze della coalizione, dall'altra la Russia, l'Iran e la Turchia. Se questi tre Paesi fanno sforzi insieme è per portare la pace il più presto possibile". Quindi l'esigenza di "cacciare le organizzazioni terroristiche" dalla Siria. Quali sono? "Prima di tutto - precisa Erdogan - c'è il Pkk-Ypg, sostenuto dagli Stati Uniti che gli hanno inviato tremila camion di armi e veicoli blindati: da una parte si dice che non bisogna sostenere le organizzazioni terroristiche, dall'altra si combatte l'Isis attraverso un'altra organizzazione terroristica.. Questo - avverte - è inaccettabile, con gli Usa siamo alleati strategici (...) l'ho detto al signor Trump ma purtroppo non abbiamo ottenuto risultati". Quindi l'appello affinché ci sia maggiore solidarietà tra "Paesi della Nato".