Cisgiordania, la violenza dei coloni contro i palestinesi nel silenzio complice dello Stato israeliano

La violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata è in aumento e, insieme agli attacchi, cresce anche il senso di impunità. I

Cisgiordania, la violenza dei coloni contro i palestinesi nel silenzio complice dello Stato israeliano
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17 Agosto 2026 - 13.16


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La violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata è in aumento e, insieme agli attacchi, cresce anche il senso di impunità. Ieri, raccontano i residenti, un medico è stato aggredito mentre rientrava a casa. Non si tratta dunque soltanto di una violenza che si intensifica: è una violenza sempre più apertamente incoraggiata dalla consapevolezza che le autorità israeliane fanno poco per allontanare i coloni o impedire che tornino a colpire.

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A Qusra, nel nord della Cisgiordania, alcune famiglie vivono da una settimana sotto assedio. I coloni al momento non sono presenti davanti alle abitazioni, ma il pericolo non è cessato. Possono tornare in qualsiasi momento e intimidire nuovamente le famiglie che da mesi vivono nella paura.

Uno dei proprietari delle case racconta di non aver dormito nella propria abitazione per sette mesi. Per paura di un attacco dei coloni, ha trascorso le notti in un’automobile parcheggiata nelle vicinanze, così da poter dare l’allarme ai familiari nel caso in cui fosse iniziato un nuovo assalto.

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È una condizione che riguarda anche Yousef, uno dei residenti assediati. Ha due figlie che, per la paura, non vogliono allontanarsi dai genitori. Cercano continuamente la vicinanza della madre e del padre perché non si sentono al sicuro neppure dentro casa. Yousef è sotto assedio nella sua abitazione di Qusra da una settimana.

Lo stesso Yousef ha raccontato di non aver visto coloni israeliani, ma che i soldati israeliani continuano a occupare la sua casa. Il sindaco del villaggio ha spiegato che le forze israeliane hanno comunicato alle autorità locali che l’operazione dovrebbe proseguire fino alla fine di domani. In precedenza era stato annunciato che l’assedio sarebbe terminato domenica, ma l’operazione è stata successivamente prolungata.

La situazione dovrebbe attirare oggi ulteriore attenzione internazionale. Loui Ridi, uno dei proprietari delle abitazioni e cittadino palestinese-americano, è atteso in Cisgiordania. Si trova a Parigi e sta raggiungendo l’area attraverso i checkpoint israeliani, portando con sé alcuni giornalisti per documentare quanto sta accadendo.

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Il fatto che una delle abitazioni appartenga a un cittadino palestinese-americano ha contribuito a dare alla vicenda una maggiore visibilità internazionale. Il caso ha attirato anche l’attenzione dell’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, che ha parlato pubblicamente dell’assedio imposto dai coloni.

Ma Qusra non è un caso isolato. Gli attacchi contro i palestinesi sono quotidiani e diffusi in tutta la Cisgiordania occupata. I coloni non colpiscono soltanto chi percorre le strade o chi lavora nei propri campi. Entrano nella dimensione più elementare della vita quotidiana: la casa.

E proprio la casa, che normalmente rappresenta il luogo della sicurezza e della protezione, per molti palestinesi è diventata un altro luogo di paura. L’obiettivo, denunciano i residenti, è costringerli ad abbandonare le proprie abitazioni e le proprie terre.

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La logica è quella dello sradicamento: spingere i palestinesi fuori dalle loro case, costringerli a lasciare il territorio e sostituirli con nuovi insediamenti. Per questo l’assedio di Qusra non riguarda soltanto alcune abitazioni. È il simbolo di una condizione più ampia, nella quale una famiglia palestinese può arrivare a non sentirsi più al sicuro nemmeno dietro la porta di casa.

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