Un attacco con drone ha colpito un’auto nel sud del Libano, causando la morte di almeno due persone. La notizia è stata riportata dall’agenzia Reuters, che cita fonti mediche e della sicurezza libanese. L’episodio si inserisce in una fase di forte instabilità lungo il confine con Israele, dove continuano operazioni militari e attacchi mirati.
Secondo quanto riferito, il raid avrebbe colpito un veicolo in movimento in un’area meridionale del Paese, confermando l’intensificarsi delle operazioni con droni nelle zone di frontiera. Le autorità locali non hanno diffuso ulteriori dettagli sulle identità delle vittime.
Nel frattempo, la situazione militare sul terreno resta fluida e oggetto di versioni contrastanti. Una fonte dell’esercito libanese ha dichiarato ad Al Jazeera che le forze israeliane non si sarebbero ritirate da tutte le aree recentemente occupate nel sud del Libano. Secondo questa ricostruzione, la presenza militare israeliana continuerebbe in diverse zone strategiche.
La dichiarazione arriva in risposta a indiscrezioni riportate da Reuters secondo cui un funzionario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti avrebbe parlato di un parziale ritiro israeliano da alcune aree, interpretato come un gesto di “buona volontà” nei confronti di Beirut. Tuttavia, tali affermazioni non trovano al momento conferma univoca sul terreno.
Parallelamente, si registrano ulteriori attacchi in aree di prima linea. Nel villaggio di Kfar Tibnit, nei pressi di Nabatieh, sono stati segnalati nuovi raid con droni. Fonti locali descrivono una situazione di costante sorveglianza e interventi armati nelle zone occupate o contese.
Secondo queste testimonianze, l’esercito israeliano continuerebbe a colpire qualunque movimento all’interno dei villaggi situati lungo la fascia di occupazione nel sud del Libano, esercitando un controllo di fatto attraverso l’uso della forza aerea e dei droni.
I villaggi coinvolti includono Kfar Tibnit, Nabatieh, Fawqa e Kfar Rouman, oltre ad altre località della regione meridionale. Il quadro che emerge è quello di un’area ancora altamente militarizzata, dove la linea tra presenza, occupazione e scontri a distanza resta estremamente fluida.
La situazione rimane quindi incerta, con versioni divergenti tra fonti militari libanesi, ricostruzioni giornalistiche e dichiarazioni diplomatiche statunitensi, mentre sul terreno continuano a registrarsi vittime e nuovi attacchi.
