L’Onu ha inserito Israele e Russia in una lista nera per le violenze sessuali commesse in contesti di guerra, citando abusi perpetrati dalle forze di sicurezza, inclusi casi di stupro ai danni di detenuti.
Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, gli investigatori hanno verificato abusi sessuali su 31 palestinesi — uomini, donne e minori — provenienti dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania tra il 2023 e il 2025. Tra le violenze documentate figurano stupri di gruppo, torture a sfondo sessuale, uso di oggetti, mutilazioni e attacchi ai genitali, oltre a nudità forzata e minacce di stupro.
Il rapporto precisa che questi casi rappresentano “pattern e incidenti significativi”, ma non un elenco esaustivo, a causa delle restrizioni imposte agli investigatori dell’Onu, che non hanno avuto accesso ai centri di detenzione né libertà di movimento a Gaza.
Secondo il documento, Israele avrebbe impedito l’accesso agli esperti internazionali e limitato le visite nelle strutture detentive, mentre alcuni detenuti palestinesi avrebbero riferito di ritorsioni o intimidazioni dopo il rilascio.
Per quanto riguarda la Russia, il rapporto denuncia una situazione analoga in relazione alla guerra in Ucraina, con l’impossibilità per gli osservatori di accedere ai prigionieri di guerra e ai civili detenuti. Le Nazioni Unite affermano di aver verificato 310 casi di violenze sessuali attribuite alle forze russe, tra cui stupri, stupri di gruppo, mutilazioni genitali e scosse elettriche ai genitali. La maggior parte delle vittime sarebbe composta da uomini, ma risultano coinvolte anche donne e minori.
Il rapporto descrive l’uso sistematico della violenza sessuale come strumento di tortura in numerosi centri di detenzione, con episodi ripetuti e trattamenti degradanti nei confronti dei prigionieri.
Israele e Russia negano ogni accusa, respingendo le conclusioni del rapporto.
L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite ha criticato duramente il documento, sostenendo che il Paese avrebbe fornito prove e risposte dettagliate a ogni accusa, senza però renderle pubbliche. In segno di protesta, Israele ha anche annunciato la rottura dei rapporti con il segretario generale dell’Onu.
Il rapporto segnala inoltre che, a livello globale, la violenza sessuale nei conflitti è aumentata nel 2024, con un livello crescente di brutalità e un impatto soprattutto su donne e ragazze, pur registrando anche un numero significativo di vittime maschili.
Le Nazioni Unite ricordano infine che anche altri attori del conflitto, tra cui gruppi armati e forze ucraine, sono stati oggetto di verifiche e segnalazioni per episodi di violenza sessuale, sebbene in numeri inferiori rispetto ad altri contesti documentati.
