Nel corso delle guerre combattute dall’ottobre 2023, Israele ha occupato territori nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria, segnandoli sulle mappe di sicurezza con linee gialle. Queste aree sotto occupazione, pari complessivamente a circa 1.220 chilometri quadrati — oltre il 5% della superficie totale di Israele — vengono definite “zone di sicurezza”.
Dopo il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza previsto dal piano del presidente americano Donald Trump nell’ottobre 2025, Israele occupa il 60% della Striscia, circa 220 chilometri quadrati, in un’area che si estende da Beit Hanoun, nel nord, fino a Rafah, nel sud.
Il comandante della Brigata Nord dell’esercito israeliano, Omri Meshiah, ha definito questa “linea gialla” come «l’attuale confine di sicurezza dello Stato di Israele, che rappresenta un controllo tale da garantirci completa libertà d’azione. Rimarremo qui», secondo quanto riportato domenica da Channel 12.
Fotografie aeree mostrano che a Beit Hanoun non è rimasto intatto nessun edificio.
Israele occupa attualmente anche 400 chilometri quadrati di territorio nel sud della Siria, dove ha istituito nove avamposti militari israeliani a 15 chilometri dal confine delle Alture del Golan occupate e ad appena 25 chilometri dalla capitale, Damasco.
Israele controlla inoltre circa 600 chilometri quadrati di territorio nel sud del Libano, estendendosi per 10 chilometri oltre il confine israelo-libanese. In quest’area sono presenti cinque avamposti militari israeliani, con piani per realizzarne altri venti.
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