Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran è «attaccato a un supporto vitale», dopo aver respinto la proposta di pace inviata da Teheran, definendola «totalmente inaccettabile».
Riferendosi alla tregua in vigore dal 7 aprile, Trump ha affermato: «Direi che è al suo punto più debole dopo aver letto quella spazzatura che ci hanno mandato — non sono nemmeno riuscito a finirla».
Ha poi aggiunto: «Direi che il cessate il fuoco è su un massiccio supporto vitale, come quando il medico entra e dice: “Signore, la persona a lei cara ha circa l’1% di possibilità di sopravvivere”».
Poco dopo le dichiarazioni di Trump, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, che guida i negoziati per Teheran, ha scritto su X che le forze armate iraniane sono «pronte a infliggere una risposta meritata a qualsiasi aggressione».
Nel frattempo, Trump starebbe valutando una ripresa di massicci attacchi militari, frustrato dallo stallo nei negoziati e dalla continua chiusura dello stretto di Hormuz ai Paesi considerati «ostili» all’Iran. La situazione ha provocato un forte aumento dei prezzi globali dell’energia, compresi quelli negli Stati Uniti, dove sono aumentati i costi di carburante e fertilizzanti.
Secondo fonti citate dalla CNN, il presidente statunitense sarebbe sempre più irritato dalle divisioni interne alla leadership iraniana, che rendono difficile per Washington ottenere concessioni sul dossier nucleare.
Le stesse fonti sostengono che Trump difficilmente prenderà una decisione definitiva prima della sua partenza per la Cina, dove nei prossimi giorni incontrerà il presidente cinese Xi Jinping nell’ambito di una visita diplomatica.
