Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’esercito prenderà il controllo del sud del Libano fino al fiume Litani, situato a circa 30 chilometri dal confine tra Libano e Israele.
Durante una visita a un centro di comando militare, Katz ha affermato che «tutti e cinque i ponti sul Litani utilizzati da Hezbollah per il passaggio di combattenti e armi sono stati distrutti» e che le Forze di difesa israeliane controlleranno i restanti attraversamenti e l’intera “zona di sicurezza” fino al fiume.
Il ministro ha inoltre dichiarato che le centinaia di migliaia di residenti del sud del Libano sfollati nelle ultime settimane non potranno tornare nelle loro case a sud del Litani «finché non sarà garantita la sicurezza degli abitanti del nord» di Israele.
Nel fine settimana, le forze israeliane hanno colpito il ponte di Qasmiyeh, uno snodo cruciale che collega il sud del Libano al resto del Paese. Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha definito l’attacco «un preludio a un’invasione terrestre».
Tra la popolazione libanese cresce il timore che Israele stia cercando di isolare il sud del Paese in vista di un’operazione su larga scala. Una simile strategia lascerebbe senza prospettive di ritorno gli sfollati, già costretti ad abbandonare le proprie abitazioni dopo gli ordini di evacuazione su vaste aree del territorio.
Secondo Human Rights Watch, lo spostamento forzato di civili potrebbe configurare un possibile crimine di guerra.
Dall’inizio della nuova fase del conflitto, il 2 marzo, oltre un milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case in Libano, generando una crisi umanitaria su larga scala. Il ministero della Salute libanese riferisce di almeno 1.039 vittime, tra cui 79 donne e 118 bambini.
L’organizzazione International Rescue Committee segnala che migliaia di persone restano senza un riparo adeguato: molte dormono all’aperto, per strada, in tende o nelle proprie auto, mentre altre sono stipate in rifugi collettivi sovraffollati e privi di servizi essenziali, con accesso limitato ad acqua potabile, servizi igienici e condizioni minime di privacy.
