Il parroco maronita Padre Pierre El-Raii, 50 anni, è stato ucciso ieri nel sud del Libano mentre tentava di soccorrere un parrocchiano ferito durante un bombardamento israeliano. Il sacerdote, che guidava la comunità di Qlayaa, aveva scelto di restare accanto ai suoi fedeli nonostante gli ordini di evacuazione diffusi da Israele.
Secondo quanto riferito da fonti locali, il primo attacco ha colpito un’abitazione del villaggio nel primo pomeriggio. Padre El-Raii si è recato sul posto per prestare aiuto a una persona rimasta ferita. Poco dopo, mentre i soccorsi erano ancora in corso, un secondo bombardamento ha colpito la stessa area. Il sacerdote è rimasto gravemente ferito ed è morto in seguito alle ferite riportate.
La sua morte arriva mentre il conflitto regionale continua ad allargarsi. Colonne di fumo si sono alzate su Beirut nel corso dell’undicesimo giorno di guerra tra Israele e Iran, alimentando il timore di un’ulteriore escalation in Medio Oriente.
In Vaticano, Papa Leone XIV ha espresso profondo dolore per le vittime dei bombardamenti degli ultimi giorni nella regione, ricordando in particolare i civili innocenti, tra cui molti bambini, e coloro che cercavano di prestar loro soccorso, come il sacerdote maronita ucciso a Qlayaa. Secondo la sala stampa vaticana, il pontefice segue con grande preoccupazione gli sviluppi della crisi e continua a pregare affinché le ostilità cessino al più presto.
Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha parlato di una tragedia immane, osservando che anche la Chiesa sta condividendo le sofferenze del conflitto. Ha inoltre ribadito il timore, più volte espresso dalla diplomazia vaticana, che l’instabilità e la violenza possano accelerare lo svuotamento delle comunità cristiane storiche del Medio Oriente.
Cordoglio è stato espresso anche dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi.
