Benjamin Netanyahu, il criminale di guerra che i 'democratici' dell'Occidente non condannano né arrestano

Ha raso al suolo Gaza, sta occupando la Cisgiordania, i territori di confine con Libano e Siria, bombardando e eliminando i nemici di Israele ovunque si trovino, e ora ha preso di mira Beirut

Benjamin Netanyahu, il criminale di guerra che i 'democratici' dell'Occidente non condannano né arrestano
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Claudio Visani Modifica articolo

8 Marzo 2026 - 11.44


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Ha raso al suolo Gaza, sta occupando la Cisgiordania, i territori di confine con Libano e Siria, bombardando e eliminando i nemici di Israele ovunque si trovino, e ora ha preso di mira Beirut, ordinando l’evacuazione a 700mila libanesi che vivono nei quartieri di Dahieh, roccaforte di Hezbollah.

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E’ lui che guida le danze e Trump nel nuovo attacco all’Iran e nella quarta guerra del Golfo contro “l’impero del male” che rischia di precipitarci tutti nella Terza guerra mondiale. La Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aia lo ha dichiarato “criminale di guerra” e il 21 novembre 2024 ha emesso nei suoi confronti un mandato di arresto per “crimini di guerra e contro l’umanità”. Sta violando tutte le norme della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e umanitario. Alla guida del suo governo messianico di estrema destra rivendica la “terra promessa” dalla Bibbia per realizzare il “Grande Israele dal fiume al mare” e essere la sola potenza dominante in Medio Oriente. Nel suo paese è inseguito dai giudici per una sfilza di reati (corruzione, frode, abuso di potere).

Eppure contro Benjamin Netanyahu non si leva una sola voce nei paesi “democratici” dell’Occidente. Trump lo considera un eroe e ne chiede la grazia, il proscioglimento da tutte le accuse. L’Unione europea non vara sanzioni contro Israele, non ne condanna le azioni criminali, men che meno pensa di dare seguito al mandato di cattura internazionale. Meloni, Tajani, Crosetto e compagnia bella nemmeno nominano il suo nome (e quello di Trump) quando parlano della nuova guerra che ha scatenato.

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Intanto da Dahieh è cominciata un’altra grande fuga. Centinaia di migliaia di sfollati si dirigono verso Nord e verso Est. Per dove non lo sanno neppure loro, ma sono sicuri che stavolta Israele li bombarderà come mai prima. Lo pensano loro e lo dichiara apertamente Bezalel Smotrich, uno dei ministri più estremisti della destra israeliana. “Tra poco Dahieh assomiglierà a Khan Younis”, ha detto. Nel più totale disprezzo dei civili che niente c’entrano con la guerra tra la milizia sostenuta dall’Iran e l’esercito di Israele.

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