Houthi, Mar Rosso e Medio Oriente: questo pazzo pazzo mondo se non cambia ci porta tutti alla rovina

La vicenda di questa notte sul Mar Rosso è in fondo insieme giustificata e comprensibile e tuttavia inesorabilmente complica e aggrava la situazione del Medio Oriente.

Houthi, Mar Rosso e Medio Oriente: questo pazzo pazzo mondo se non cambia ci porta tutti alla rovina
Gli Houthy
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Nuccio Fava Modifica articolo

13 Gennaio 2024 - 01.21


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La difficoltà principale è che ciascuno non si fida dell’altro. Le stesse alleanze sono sostenute da interessi comuni, anche i più tragici, ma non sono quasi mai la soluzione del problema. Si può muovere da un’esigenza sacrosanta, ma contraddirla nella sua realizzazione e soprattutto nella sua ricerca spasmodica, per rafforzare i propri interessi e rassicurare i propri alleati.

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La vicenda di questa notte sul Mar Rosso è in fondo insieme giustificata e comprensibile e tuttavia inesorabilmente complica e aggrava la situazione del Medio Oriente. Rischia cioè di apparire un sostegno ad Israele, mentre ha un segno diverso se non opposto; quello di garantire la libera circolazione di navi e merci, diritto fondamentale riconosciuto ormai da sempre, specie dagli anni antichi in cui la pirateria era svolta soprattutto dalla stessa Inghilterra.

Oggi però le condizioni sono completamente diverse, da tempo operano piraterie straniere che vogliono lucrare sulle difficoltà di attraversare il Mar Rosso e il Canale di Panama, differenti anche nella struttura ma che offrono grandi opportunità di guadagno e di influenze alle corporazioni. Insomma sono configurabili come terroristi del mare e occuperanno la scena non possiamo dire per quanto tempo.

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Sicuramente ancora inesorabilmente lunga sarà la gestione di Netanyahu sulla situazione feroce all’interno dei territori di Hamas, e le tragiche situazioni di morti e di caduti, anche donne e bambini che non sembrano influire troppo sulla coscienza e la sensibilità degli Israeliani. Siamo stati aggrediti in modo feroce, questa è la ripetizione quotidiana per le violenze subite in misura impressionante dai primi di ottobre a totale condizione e responsabilità della stessa Hamas, ma è anche materialmente impossibile condurre questa condizione verso una strage totale e senza sbocchi positivi.

Anzi, la reazione si fa sempre comprensibilmente, come il processo intentato dal Sud Africa in Olanda, con serie e verificabili certezze del diritto e del confronto tra le parti che lasciano però un tragico amaro in bocca, specie riportandoci in mente infinite immagini delle persecuzioni a cui venivano sottoposti soldati e civili figli di Havè, non solo in Germania ma potenzialmente in tutto il mondo. E viene ancor più in mente l’atteggiamento di Hannah Arendt che con perplessità polemica interrogava la coscienza di tutti parlando di: “la banalità del male”.

Una davvero piccola nota in fondo per richiamare l’acutezza della linea di Palazzo Chigi: il Ministro degli Esteri che sostiene che non potevamo aderire all’operazione di assalto notturno perché sarebbe stato incostituzionale. Seconda precisazione della Presidente non siamo stati interpellati ed io sto al colloquio con il Governatore della Banca d’Italia; la terza infine, direttamente da Palazzo Chigi: il governo approva l’azione degli Alleati.

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