Alexei Navalny è a Mosca, ma la capitale russa non sarebbe la sua destinazione definitiva, quella resta un mistero. Imprigionato in una colonia nella regione di Vladimir, Navalny – circondato da una settimana di silenzio – è stato trasferito a Mosca per “azioni investigative in un nuovo caso criminale di vandalismo”. Lo scrive il canale telegram “Baza”.
La pubblicazione non fornisce dettagli, non dice le fonti specifiche di questa informazione. Dice solo che si tratta di “informazioni preliminari” non confermate ufficialmente. Secondo Baza, Mosca potrebbe non essere la destinazione finale del trasferimento del dissidente politico.
Il 1 dicembre, sui social network di Navalny era apparsa la notizia che il prigioniero politico era stato raggiunto da nuove accuse, da un nuovo procedimento penale contro “ai sensi della parte 2 dell’articolo 214 del codice penale della Federazione Russa”. Da una settimana i collaboratori di Navalny non sanno nulla del loro leader. Navalny è stato assente quando si sono tenute sedute di suoi processi, sedute alle quali avrebbe dovuto partecipare in videoconferenza. Anche al suo avvocato non è stato permesso di fargli visita nella colonia penale dove con inquietante frequenza Navalny subisce trattamenti speciali.
L’11 dicembre, l’avvocato di Navalny è stato informato che il leader dell’opposizione non era più inserito tra gli “ospiti” della colonia penale n. 6 nel villaggio di Melekhovo, nella regione di Vladimir.
Come si ricorderà, in agosto il tribunale della città di Mosca aveva condannato Alexei Navalny a 19 anni di carcere con l’accusa di “estremismo”. Questo lungo silenzio attorno a Navalny ed ora la notizia del suo passaggio da Mosca farebbero pensare ad un poco rassicurante trasferimento del dissidente in una nuova colonia penale. E in condizioni di salute sempre più preoccupanti. Recentemente da Navalny era partito un invito ai russi di andare a votare in occasione delle elezioni presidenziali di metà marzo. Votare ma contro Putin.
