Orban tifa per Trump: "Deve salvare il mondo dal virus liberale e progressista"

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, afferma che il mondo è sotto attacco da parte di un «virus» liberale e ha auspicato che un eventuale ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti porti la pace.

Orban tifa per Trump: "Deve salvare il mondo dal virus liberale e progressista"
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4 Maggio 2023 - 16.56


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Un reazionario omofobo che tifa per un reazionario omofobo. Se poi ci si aggiunge che tutti e due mal sopportano le regole della democrazia il gioco è fatto.

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Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, afferma che il mondo è sotto attacco da parte di un «virus» liberale e ha auspicato che un eventuale ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti porti la pace.

«Siamo tutti sotto attacco negli Stati Uniti e anche nell’Ue. Si tratta di un’arma biologica sviluppata nei laboratori progressisti e liberali che attacca le nazioni. È un virus che distrugge le nazioni», ha dichiarato Orban durante un evento della Conservative Political Action Conference (CPAC) a Budapest. Orban ha parlato davanti a centinaia di rappresentanti della destra di tutto il mondo, tra cui Matt Schlapp, capo dell’Unione Conservatrice degli Stati Uniti, gli ex presidenti ceco e sloveno Andrej Babis e Janez Jansa, nonché l’europarlamentare di Vox Jorge Buxade’.

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Il primo ministro ha sottolineato che «le nazioni sono la base di tutto» e che se si sgretolano, «non ci sarà più vita libera e l’Occidente cadrà». Orban ha aggiunto che l’attacco dei liberali ha avuto successo perché l’Occidente sta perdendo la sua forza globale a livello economico, ma anche nel campo dell’energia, che deve importare.

D’altra parte, ha sottolineato che mentre la popolazione mondiale cresce, quella europea si riduce, e ha ribadito che l’immigrazione non è una soluzione a questo problema perché distrugge anche le nazioni. «Sono sicuro che se (Donald) Trump fosse il presidente degli Stati Uniti, non ci sarebbero guerre. Torna, signor Presidente! Porta la pace per noi!», ha esclamato. Il primo ministro ungherese ha affermato che «il rimedio» contro il virus liberale si trova in Ungheria, che ha descritto come l’incubatrice di politiche conservatrici caratterizzate dal no all’immigrazione e alle politiche di genere.

Ha inoltre applaudito i successi elettorali di leader conservatori come Benjamin Netanyahu in Israele e Giorgia Meloni in Italia, aggiungendo che ci aspettano «promettenti elezioni spagnole e polacche».

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