Ucraina, l'orrore che cancella l'infanzia: l'allarme di Unicef e Save the Children

A quasi un anno dall'escalation della guerra in Ucraina il 24 febbraio 2022, una generazione di bambini ha vissuto 12 mesi di violenza, paura, perdita e tragedia

Ucraina, l'orrore che cancella l'infanzia: l'allarme di Unicef e Save the Children
Bambini in Ucraina
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

21 Febbraio 2023 - 21.10


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Globalist ha seguito la guerra in Ucraina con puntualità e continuità sin dal primo giorno dell’invasione russa, quel tragico 24 febbraio 2022. Lo abbiamo fatto con notizie, approfondimenti, interviste, report, che hanno sempre, o quasi, avuto l’apertura della nostra home page. Abbiamo raccontato la guerra combattuta sul campo e quella, non meno invasiva, delle dichiarazioni che da un anno scandiscono la quotidianità di un conflitto lontano dall’essersi concluso. Anche oggi diamo conto del discorso di Putin, della visita di Giorgia Meloni a Kiev, del piano di pace in 12 punti messo a punto dalla Cina, che l’inviato a Mosca del presidente Xi Jinping ha presentato allo zar del Cremlino. La guerra è questo ma anche, e soprattutto, altro. E’ l’indicibile sofferenza patita, giorno dopo giorno, dai civili ucraini. E tra di essi, i più indifesi tra gli indifesi: i bambini.

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L’orrore che cancella l’infanzia. L’allarme di Unicef.

“A quasi un anno dall’escalation della guerra in Ucraina il 24 febbraio 2022, una generazione di bambini ha vissuto 12 mesi di violenza, paura, perdita e tragedia. Non c’è un solo aspetto della vita dei bambini su cui il conflitto non abbia avuto un impatto, con bambini uccisi, feriti, costretti ad abbandonare le loro case, a perdere un’istruzione fondamentale e a vedersi negati i benefici di un ambiente sicuro e protetto.
La guerra sta avendo un impatto devastante anche sulla salute mentale e sul benessere dei bambini. Si stima che 1,5 milioni di bambini siano a rischio di depressione, ansia, disordini da stress post traumatico e altri problemi di salute mentale, con implicazioni ed effetti potenzialmente a lungo termine.

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La crisi economica, con un vasto numero di famiglie che riportano una significativa perdita di reddito, insieme alla crisi energetica innescata dalla guerra, sta devastando il benessere dei bambini e delle famiglie. Secondo una recente indagine dell’Unicef, l‘80% degli intervistati ha notato un deterioramento della propria situazione economica; un’analisi dell’Unicef indica che la percentuale di bambini che vivono in povertà è quasi raddoppiata, passando dal 43% all’82%. La situazione è particolarmente grave per i 5,9 milioni di persone attualmente sfollati in Ucraina.

Un anno di terrore.

“I bambini in Ucraina hanno vissuto un anno di orrore,” ha dichiarato Catherine Russell, Direttore generale dell’Unicef. “Milioni di bambini vanno a dormire al freddo, spaventati, e si svegliano sperando che questo conflitto brutale sia finito. Sono stati uccisi e feriti bambini e molti hanno perso genitori, fratelli, sorelle, case, scuole, parco giochi. Nessun bambino dovrebbe mai subire questo genere di sofferenze.”
L’accesso di bambini e famiglie ai servizi di base è stato devastato. Ci sono notizie di oltre 1.000 strutture sanitarie danneggiate o distrutte da bombardamenti o attacchi aerei; questi attacchi hanno ucciso e causato ferite serie ai pazienti – compresi bambini -, al personale medico e hanno ristretto l’accesso alle cure. Migliaia di bambini in fuga dal conflitto in tutto il paese non hanno ricevuto vaccini vitali per essere protetti da polio, morbillo, difterite e altre malattie che minacciano la loro vita.

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“I bambini hanno bisogno che questa guerra finisca, e di una pace duratura per riprendersi l’infanzia, tornare alla normalità e iniziare a guarire e riprendersi,” ha aggiunto Russell. “Finché questo non accadrà, è assolutamente necessario dare priorità alla salute mentale e psicosociale dei bambini. Questo dovrebbe includere azioni adatte all’età per fornire cure nutrienti, costruire la resilienza e, specialmente per i bambini e gli adolescenti più grandi, dare loro l’opportunità di esprimere le proprie preoccupazioni”.


Ad aggravare ulteriormente il problema, il fatto che la guerra ha interrotto l’istruzione per oltre 5 milioni di bambini, negando loro il senso di stabilità, sicurezza, normalità e speranza che le aule danno. L’accesso limitato alle scuole è avvenuto dopo 2 anni di apprendimento perso a causa della pandemia daCovid-19 e dopo oltre 8 anni di istruzione interrotta per i bambini che vivono in Ucraina orientale.

Un impatto drammatico sul futuro dei bambini

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L’Unicef continua a chiedere un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli, la fine degli attacchi ai bambini e alle infrastrutture su cui fanno affidamento, tra cui scuole, ospedali e sistemi idrici e igienici; di evitare l’utilizzo delle scuole in questo conflitto e di fermare l’uso di armi esplosive nelle aree popolate, direttamente responsabili dell’uccisione e della mutilazione di centinaia di bambini. Soprattutto, l’Unicef continua a chiedere la fine delle ostilità.
La guerra in Ucraina sta avendo un impatto drammatico sulla vita e sul futuro dei 7,8 milioni di bambini del Paese;

  • Al 13 febbraio erano stati uccisi oltre 438 bambini e 854 feriti (dati Ohchr), per un totale di quasi 1.300 bambini colpiti. Queste sono solo le segnalazioni che le Nazioni Unite sono state in grado di verificare – il vero numero delle vittime fra i bambini è probabilmente molto più alto. Altri corrono il grave rischio di morire o di rimanere mutilati quando le armi e le munizioni esplosive vengono usate in aree popolate;
  • 17 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria immediata all’interno del paese: 3,4 milioni sono bambini sotto i 18 anni. Insieme ai 3,9 milioni di bambini rifugiati nei paesi limitrofi che hanno bisogno di assistenza umanitaria, il totale di bambini è di 7,3 milioni.
  • Milioni gli utenti senza elettricità. I bambini si trovano ad affrontare un inverno gelido, con temperature che possono scendere sotto i -20°C. Inoltre, senza elettricità non possono continuare a usufruire delle opportunità di apprendimento online che per quasi 2 milioni di bambini rappresentano l’unico accesso all’istruzione, visto che molte scuole sono state

Un appello di 1.1 miliardi di dollari per i bisogni più immediati.

Dal 24 febbraio 2022, l’Unicef, grazie al supporto della comunità internazionale, ha fornito aiuti per l’apprendimento a 770.000 bambini, ha coinvolto1,4 milioni di bambini in istruzione formale e informale, fornito supporto per la salute mentale e psicosociale a 2,9 milioni di bambini e persone che se ne prendono cura, garantito servizi di risposta alla violenza di genere a 352.000 donne e bambini, dato accesso all’acqua sicura a 4,6 milioni di persone, fornito servizi per l’assistenza sanitaria a 4,9 milioni di persone e garantito assistenza in denaro a 1,4 milioni di persone in Ucraina e 47.494 famiglie nei paesi vicini.
A dicembre 2022, l’Unicef ha lanciato l’Appello annuale per l’Intervento Umanitario. L’Unicef necessita di1,1 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni immediati e di più lungo periodo di 9,4 milioni di persone, compresi 4 milioni di bambini, dentro e fuori l’Ucraina che subiscono profondamente le conseguenze della guerra.
I fondi consentiranno all’Unicef di fornire, sostenere ed espandere i servizi di base per la salute, la nutrizione, la protezione dell’infanzia, la violenza di genere, l’acqua e i servizi igienici e la protezione sociale, insieme agli sforzi del governo di soccorso e di ripresa. Questo garantirà una preparazione tempestiva per ulteriori sfollamenti interni e movimenti di rifugiati”.

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Il rapporto di Save the Children.

Ogni giorno in Ucraina vengono uccisi o feriti in media 4 bambini, per lo più in attacchi con armi esplosive in aree popolate. Delle centinaia di civili che hanno avuto incidenti con ordigni esplosivi, circa il 40% è morto per le ferite riportate, il 22% di questi decessi riguarda donne e bambini. Più del 20% degli edifici scolastici del Paese, 1 su 5 sono stati danneggiati o distrutti. La guerra colpisce in maniera drammatica i più piccoli. Nell’ultimo anno le bambine, i bambini e i ragazzi sono stati costretti a nascondersi sottoterra per circa 920 ore, pari a 38,3 giorni, più di un mese. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – nel Rapporto “Un pesante tributo: l’impatto di un anno di guerra sui bambini in Ucraina” diffuso oggi nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Inger Ashing, Direttrice generale di Save the Children International e, da Kiev, Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina

Il Rapporto evidenzia le informazioni raccolte dall’Organizzazione a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina e viene lanciato nell’ambito della campagna Bambini sotto attacco, che denuncia il drammatico impatto fisico e psicologico della guerra sui bambini e le gravi conseguenze sulla loro crescita. Dall’inizio del conflitto in Ucraina sono stati uccisi 438 bambini e 851 sono stati feriti. Ogni giorno, le bambine e i bambini in Ucraina sono esposti a gravi violazioni e continuano a essere in pericolo. Violenza sessuale, bombardamenti, ferite o morte a causa ordigni esplosivi, torture, distruzione di ospedali e scuole, costituiscono ormai una tragica normalità per il Paese. La maggior parte delle vittime civili registrate sono state causate dall’uso di armi esplosive con effetti ad ampio raggio, compresi i bombardamenti dell’artiglieria pesante, sistemi di lancio di razzi multipli, missili e attacchi aerei. Delle centinaia di civili che hanno avuto incidenti con ordigni esplosivi, circa il 40% è morto per le ferite riportate; il 22% di questi decessi riguarda donne e bambini.

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Al 31 ottobre 2022, sono stati registrati 86 i casi di violenza sessuale contro donne, uomini e ragazze, tra cui stupri, anche di gruppo, nudità forzata e denudamento forzato in pubblico, torture e abusi sessuali. La Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull’Ucraina ha documentato casi di violenza sessuale e di genere contro i civili, con vittime di età compresa tra i 4 e gli 82 anni, e casi in cui le bambine e i bambini sono stati violentati, torturati, confinati illegalmente, uccisi e feriti in attacchi indiscriminati con armi esplosive. 

Dallo scoppio della guerra ci sono stati 703 attacchi accertati a operatori e strutture sanitarie, che hanno portato a una significativa riduzione della capacità di assistenza sanitaria nel Paese. Il conflitto ha creato un onere significativo e crescente sui servizi sanitari per le madri e i neonati in Ucraina, tanto che i rapporti sulle nascite premature stimano che fino al 10% di tutti i neonati nascono prematuri in Ucraina. Anche l’istruzione è stata oggetto di attacchi prolungati in questo ultimo anno. Al 23 dicembre 2022, almeno 2.619 istituti scolastici sono stati danneggiati e più di 406 sono stati interamente distrutti, secondo i dati del Ministero ucraino dell’Istruzione e della Scienza (MOES). Questo rappresenta più del 20% degli edifici scolastici del Paese, 1 su 5. A cui si aggiungono gli attacchi alla rete elettrica e ad altre strutture civili che rendono complesso anche l’apprendimento a distanza.

La storia di Sophia.

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A Charkiv, ad esempio, nell’ultimo anno le sirene hanno suonato più di 1.700 volte per un totale di circa 1.500 ore, mentre le regioni di Donetsk e Zaporizhzhia hanno registrato oltre 1.100 ore di allarmi ciascuna.  Lungo la linea del fronte nel sud-est dell’Ucraina, i bombardamenti non cessano quasi mai. Le famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case, molte delle quali ormai distrutte, per vivere sottoterra senza elettricità, acqua e riscaldamento.  


“Piangevamo tutti, eravamo terrorizzati”, ricorda Sophia*, 16 anni, che il 24 febbraio a Kharkiv si è svegliata per via delle esplosioni e delle sirene. Dopo essere stata sfollata diverse volte, ha collaborato con i volontari e, alla fine, ha fatto evacuare altri otto bambini, portandoli con sé a Zakarpattia, nell’estremo ovest dell’Ucraina, dove ora vive con la nonna. Anche se la regione occidentale è considerata una delle più sicure, Sophia ha detto che gli allarmi sono sempre frequenti. Quando la sirena suona, Sophia di solito trascorre un’ora in una cantina buia e fredda sotto la loro casa. Ma se l’allarme la coglie mentre è a scuola, trovare rifugio diventa un’impresa.  “Se c’è una sirena antiaerea, gli studenti dell’ultimo anno del liceo  – dalla nona all’undicesima classe – vanno presso la sede del consiglio comunale. Lì hanno attrezzato un bunker”, racconta Sophia. “Ci vogliono cinque minuti per raggiungerlo di corsa o 15 se si cammina. Ma mi sono sempre chiesta se l’allarme arrivasse durante il blackout, non si sentirebbe la sirena, e se ci fosse un attacco missilistico, quanto mi ci vorrebbe per correre al rifugio…  47 secondi”. 
Avere un bunker attrezzato e completamente arredato non è una cosa che tutti possono permettersi, e molti continuano a rifugiarsi in scantinati spesso freddi di palazzi residenziali o altri edifici. 


 La petizione di Save the Children.

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“Save the Children lavora ogni giorno per fornire alle bambine e ai bambini che vivono nelle zone di conflitto un sostegno immediato e a lungo termine per ricostruire le loro vite e oggi, alla vigilia del primo anniversario dell’acuirsi del conflitto in Ucraina, lancia la campagna Bambini sotto attacco, affinché i governi e le organizzazioni internazionali diano priorità alla protezione dei minori e al loro benessere. Questo significa garantire assistenza sanitaria, accesso all’istruzione, sostegno psicologico e programmi per consentire il loro recupero e la loro resilienza. La campagna Bambini sotto attacco di Save the Children prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione fino al 26 marzo, anniversario della guerra in Yemen. Con la petizione “I bambini in guerra sono sotto attacco. Puniamo i crimini commessi contro di loro”,  l’Organizzazione chiede al Governo italiano di ascoltare seriamente i bambini vittime di reati gravi nei processi legali, di ampliare la giurisdizione universale per consentire di perseguire i responsabili di gravi violazioni dei loro diritti in qualsiasi parte del mondo, di documentare i crimini contro i minori e stanziare risorse per rafforzare i meccanismi esistenti”.

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