Teheran senza vergogna difende l'impiccagione della spia britannica. Gravi le condizioni di un detenuto franco-iraniano

Il portavoce della magistratura iraniana, ha difeso l'esecuzione del cittadino britannico-iraniano Alireza Akbari, accusato di spionaggio

Teheran senza vergogna difende l'impiccagione della spia britannica. Gravi le condizioni di un detenuto franco-iraniano
Alireza Akbari ex vice-ministro della Difesa impiccato per spionaggio
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18 Gennaio 2023 - 14.58


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Masoud Satayshi, il portavoce della magistratura iraniana, ha difeso l’esecuzione del cittadino britannico-iraniano Alireza Akbari, accusato di spionaggio per conto dell’intelligence britannica, e l’ha considerata un segno della «forza del sistema giudiziario» della Repubblica islamica. Lo riporta Iran International.

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Secondo Satayshi «la volontà del sistema giudiziario è di garantire che il duro schiaffo che è stato inflitto al Regno Unito dall’esecuzione della spia in questione continui e prosegua per rivendicare i pieni diritti del popolo iraniano nei tribunali nazionali e internazionali».

Bernard Phelan, detenuto franco-iraniano in sciopero della fame e della sete in Iran, è in condizione critiche. Lo ha riferito fonti diplomatiche di Parigi. Il 64enne, arrestato lo scorso ottobre, da lunedì rifiuta anche l’acqua oltre al cibo che non assume dall’inizio dell’anno. «Mostra gravi segni di stanchezza fisica e psicologica», ha sottolineato la fonte, parlando di uno «stato critico» di salute. La sorella, Caroline Masse-Phelan, ha ribadito l’innocenza di Bernard affermando che è stato imprigionato per ragioni «al di là della nostra comprensione» e ne ha chiesto la liberazione con urgenza: «È un uomo innocente, di 64 anni, malato e vuole andare a casa», ha sottolineato, sostenendo che «fa parte di un gruppo di europei incarcerati per ragioni politiche». La Repubblica islamica è scossa da quattro mesi da forti proteste di piazza, fomentate e sostenute – secondo Teheran – dai Paesi occidentali. Phelan stava viaggiando nella regione nord-orientale di Mashhad lo scorso ottobre, mentre erano in corso le proteste scatenate dalla morte di Mahsa Amini. Il connazionale Benjamin Briere, condannato l’anno scorso a otto anni di carcere per spionaggio, è detenuto come lui nella prigione di Vakilabad.

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