Qatargate, eurodeputati italiani nelle intercettazioni di Panzeri: ricevevano indicazioni

Nell'inchiesta belga ci sono le intercettazioni dell'ex europarlamentare eletto nelle liste del Pd che intervenuta sugli altri eurodeputati per concordare interventi o altro

Qatargate, eurodeputati italiani nelle intercettazioni di Panzeri: ricevevano indicazioni
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27 Dicembre 2022 - 21.33


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L’indagine va avanti ma politcamente parlando non mancheranno colpi di scena. Nell’ambito del Qatargate, Antonio Panzeri e Niccolò Figa-Talamanca restano in carcere.

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La Corte d’appello di Bruxelles ha infatti deciso di annullare la decisione di prima istanza sulla concessione del braccialetto elettronico per Figà-Talamanca e prolungare la custodia cautelare. Su richiesta di Panzeri, invece, l’udienza è stata spostata al 17 gennaio. La decisione è stata comunicata dalla procura federale del Belgio. Francesco Giorgi, compagno di Eva Kaili, non aveva invece presentato appello.

La procura federale del Belgio, citando soltanto le iniziali di Figà-Talamanca e Panzeri, ha fatto sapere che, per il primo, “la modalità del braccialetto elettronico, concessa dalla Camera di Consiglio il 14 dicembre 2022” è stata “sostituita da una semplice estensione della custodia cautelare” e per il secondo, su richiesta dello stesso Panzeri, “l’esame del dossier è stato rinviato al 17 gennaio 2023”.

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L’udienza rientrava nell’ambito della “indagine su larga scala della Procura Federale su presunti fatti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro”. “Nell’interesse delle indagini, al momento non verranno fornite ulteriori informazioni. La stampa sarà informata di ogni nuovo sviluppo tramite un comunicato stampa”, conclude la procura federale.


 
“In intercettazioni Panzeri nomi eurodeputati italiani”

 “Leggendo le conversazioni” delle intercettazioni di Antonio Panzeri, arrestato a Bruxelles per l’inchiesta Qatargate, “si comprende perfettamente come il gruppo Panzeri fosse in grado di muovere come marionette alcuni parlamentari, soprattutto italiani”.

Le intercettazioni in mano ai magistrati belgi sono politicamente compromettenti, anche se c’è da capire se qualcuno si è lasciato coinvolgere internzionalmente oppure se avevano aderito alle richieste di Panzeri in buona fede. Con alcuni di loro parlano direttamente al telefono per indicare loro gli interventi da fare. E per complimentarsi dopo il passaggio in aula. Al momento i nomi di questi parlamentari sono coperti, così come impone la legge, da ‘omissis’. Ma se dovesse arrivare l’autorizzazione dal Parlamento a liberarli, dalla montagna si staccherebbe una nuova valanga. Sempre italiana. 
 

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