Grassadonia (Avs): "Erdogan minaccia Lgbt+, le sue sono parole inaccettabili"

Grassadonia contro Erdogan: "Le sue parole suonano come una vera e propria minaccia e non sono accettabili da un consesso civile e inclusivo come deve essere l'Europa". .

Grassadonia (Avs): "Erdogan minaccia Lgbt+, le sue sono parole inaccettabili"
Marilena Grassadonia
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7 Ottobre 2022 - 16.34


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Marilena Grassadonia, responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana, ha commentato le orrende parole di Erdogan sulla comunità lgbt+.

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“Erdogan minaccia la comunità lgbt+. Lo fa sostenendo che il riconoscimento di diritti, sempre più evidente in molti paesi europei, tenti “di degenerare la nostra struttura familiare”. Come la peggiore destra retriva che anche noi, purtroppo, conosciamo, usa un’idea monolitica e staccata dalla realtà di famiglia per attaccare una comunità che nel suo Paese non gode di alcun diritto”. 

“Ma c’è di più. Di ritorno dal vertice europeo di Praga, il presidente turco ha aggiunto che, per contrastare questa presunta degenerazione “faremo quello che serve”. E propone emendamenti alla Costituzione per “proteggere” il diritto della donna a portare il velo islamico in pubblico. Un diritto che nessuno attacca, per altro, men che meno in Turchia. E’ vero, invece, che le leggi che obbligano le donne a portare il velo vengono utilizzare per compiere violenze inaudite, morti, arresti e una repressione ferocissima, ad esempio, in Iran”.

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“Le sue parole suonano come una vera e propria minaccia e non sono accettabili da un consesso civile e inclusivo come deve essere l’Europa . Non sono accettabili da chi si è, più volte, posto come mediatore nel conflitto in Ucraina (con l’avallo di tutto l’Occidente). Servono prese di posizione chiare e nette da parte dell’Europa: chi si schiera contro i diritti umani non può sedere ai tavoli della comunità internazionale. 

Come Sinistra Italiana lo abbiamo detto più volte – conclude Grassadonia -. Davanti alle politiche violente e discriminatorie di Erdogan non si può che dire: ora basta”.

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